29 novembre 2013 ore: 11:49
Salute

Notizie sulle maxivincite al Gratta e vinci, “via da prime pagine e locandine”

La decisione del direttore della Gazzetta di Reggio Emilia, Alessandro Moser, di dare poca visibilità alla notizia di una vincita da un milione e mezzo. L'ha raccontata a Matteo Iori, presidente del Connaga. “Notizie di questo genere pongono problemi etici. Possono essere estremamente suggestive per persone a rischio di ludopatia”
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ROMA – Niente titoloni in prima pagina, né locandine da esporre nelle edicole sulle maxivincite al Gratta e vinci, la Gazzetta di Reggio Emilia dice no al clamore sulle vincite del gioco d’azzardo: “Notizie di questo genere possono essere estremamente suggestive per persone a rischio di ludopatia”. Voce fuori dal coro, quella di Alessandro Moser, direttore del quotidiano del capoluogo emiliano che in uno scambio di mail con Matteo Iori, presidente del Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d'azzardo (Connaga), spiega le ragioni per cui il suo giornale ha riservato poca enfasi alla vincita di un milione e mezzo avvenuta nella seconda metà di settembre a Castelnovo Monti, un piccolo comune di circa 10 mila anime in provincia di Reggio Emilia, al contrario di altre due testate (Carlino e Prima Pagina, spiega Iori) che invece hanno enfatizzato la notizia. Alla domanda di Iori, sul perché il quotidiano diretto da Moser abbia dedicato poca visibilità alla vicenda, il direttore spiega: “Per un giornale come il nostro – che si è impegnato a segnalare il rischio sociale connesso al boom del gioco di azzardo in Italia – le notizie relative a vincite impongono sempre un in più di riflessione. Una vincita consistente è un fatto, quindi una notizia che non può essere ignorata. Ma è una notizia che pone dei problemi etici”.

boxUna notizia che per Moser, può rappresentare un potenziale pericolo per chi è a rischio di ludopatia, “confermandole di fatto nella loro illusione e fornendo anche un possibile alibi”. Da qui la decisione del giornale di affrontare la questione secondo due prospettive. “La prima, relativa ai casi specifici, è di agire sulla leva dell’enfasi, ovvero ragionevolmente limitando la sottolineatura del fatto nel giornale – spiega Moser -, nelle edizioni cartacea ed elettronica, e negli strumenti di promozione del giornale. La seconda, più importante e a medio termine, cercando di informare compiutamente i lettori di quanto sta realmente dietro il fenomeno del gioco di azzardo diffuso, sia dal punto di vista del disagio sociale che può produrre sia da quello degli interessi economici che sottende”. Un equilibrio “non sempre facile da mantenere”, spiega Moser, ma che sta prendendo piede nel mondo del giornalismo. “In questi anni – conclude Moser - il problema posto da questo genere di notizie e l’esigenza di una riflessione attenta sta diventato un patrimonio comune di molte redazioni”.(ga)

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