26 febbraio 2014 ore: 14:28
Economia

Nuova social card, a Milano assegnate meno della metà di quelle disponibili

Su 1.783 domande sono 666 quelle che hanno avuto l'approvazione su circa 1.500 card assegnabili. Gli esclusi sono 968 mentre ancora "sospeso" il 6% delle domande. Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali: “I criteri sono troppo stringenti”
Nuova social card

MILANO – La nuova social card? Un sussidio per pochi. Delle 1.738 domande presentate dai cittadini del Comune di Milano, solo il 38,3 per cento ha avuto un esito positivo (666) in graduatoria provvisoria nonostante le card assegnabili siano circa 1.500, grazie ad uno stanziamento complessivo di oltre 5,5 milioni di euro. Questo piccolo gruppo avrà per un anno un sostegno bimestrale tra i 200 e i 400 euro per l'acquisto di generi di prima necessità. Prima di ritirare la carta, le famiglie devono aspettare la comunicazione ufficiale di poste italiane. Le richieste ritenute non idonee sono più della metà: il 55,7 per cento (968), mentre le altre aspettano ancora un'ulteriore verifica. L'elenco con i nomi di chi è dentro e chi è fuori sarà disponibile oggi alla sezione Milano sociale su www.comune.milano.it.

Lo afferma il Comune di Milano in una nota diffusa con un mese di ritardo rispetto ai tempi previsti per al pubblicazione della lista. Colpa dell'Inps: è l'istituto di previdenza sociale a cui spetta il compito di redigere la lista e scegliere chi sta dentro e chi no. I criteri decisi sono troppo stretti per l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino: "Ci dispiace per l'alto numero dei non idonei. Purtroppo è confermato quanto avevamo denunciato mesi fa. I criteri di individuazione della soglia di povertà stabiliti a Roma si sono rivelati troppo ‘stringenti’ e così molte famiglie in condizione di serissimo disagio economico non vedranno riconosciuta la propria condizione di precarietà. Ora speriamo di recuperare qualcuno tra i sospesi". Questi sono in totale 104, il 6 per cento di chi ha fatto domanda.

La principale causa dell'esclusione dall'elenco Inps è legata alla condizione lavorativa. Sono fuori dalla graduatoria tutti coloro che hanno cessato un' attività autonoma o hanno perso l’occupazione nei 36 mesi antecedenti la domanda e quelli che hanno percepito oltre 4 mila euro di reddito sempre nei 6 mesi antecedenti la domanda. Altro nodo critico sottolineato mesi fa dall'amministrazione è il limite del reddito Isee fissato a 3 mila euro: un'asticella troppo in alto, che esclude molti dei nuovi poveri di Milano. (lb)

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