23 luglio 2014 ore: 15:56
Economia

Nuova social card, graduatorie definitive a Napoli. Scartate il 60% delle domande

Idonee 1.356 famiglie su 2.500 card disponibili. Sotto accusa le lentezze burocratiche, mentre ancora nulla di certo sui fondi inutilizzati. Dal Comune:“Malcontento generale. I più poveri non hanno potuto presentare domanda per la forte presenza di lavoro sommerso”

NAPOLI – La Social Card scontenta la maggior parte delle famiglie napoletane. Dalla graduatoria pubblicata dal comune di Napoli risultano idonee 1356 famiglie su una disponibilità di 2500 card. C’è voluto oltre un anno, a causa delle lentezze dell’Inps, ente erogatore, per attribuire alle famiglie in difficoltà la nuova carta acquisti stabilita con il decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 10 gennaio 2013. Delle 2881 domande regolarmente pervenute, 1525, ovvero il 60%, sono state scartate perché non rispettano i requisiti ministeriali. La misura della card intercetta infatti i nuovi poveri e i giovani poveri, ma tiene fuori le famiglie con disagio cronico numerosissime a Napoli dove disoccupazione e povertà sono la norma più che l’eccezione. 

I nuclei familiari idonei sono 1356, mentre 8 domande si trovano in uno stato di idoneità, ma l’Inps non erogherà il contributo perché la domanda è incompleta. Si sarebbero potuti erogare contributi a 2500 nuclei familiari. Intanto è partita la “bufala” che si sarebbero riaperti i termini del bando a causa di un sito internet che ha pubblicato la notizia che bisognava ripresentare le domande. In realtà solo successivamente si comprenderà come utilizzare il budget avanzato: alcune città interessate dalla misura preferirebbero erogare una seconda annualità per le stesse famiglie, altre propendono per la riapertura del bando. Ma se si allargassero i criteri aumenterebbero enormemente le domande e non potrebbero comunque essere soddisfatte. 

“Il nostro telefono è infuocato  - spiega Donatella Boscaino, funzionaria del Comune addetta al bando - Abbiamo registrato un malcontento generale già con la presentazione delle graduatorie provvisorie. Napoli è strutturalmente caratterizzata da una forte presenza di lavoro sommerso pertanto le famiglie più povere non hanno potuto presentare la domanda poiché tra i requisiti d’accesso c’era l’esibizione di una lettera di licenziamento”. Ma i criteri non risultano inadeguati soltanto per Napoli. “I colleghi di Milano e Torino - continua la referente per la misura nel Comune di Napoli - si sono trovati anche loro a soddisfare meno domande di quelle che avrebbero potuto accogliere. Al nord più che al sud ci sono più persone che avevano il posto fisso e lo hanno perso, ma non sono rientrate nella misura le persone con figli maggiorenni o che possiedono una casa di proprietà con un valore superiore ai 30 mila euro. Penso anche ad una signora napoletana che non è rientrata in graduatoria perché risulta proprietaria di una casa che stava pagando con il mutuo che tuttavia non potrà più sostenere”. 

Ad acuire il malcontento i tempi lunghissimi di espletamento del bando: entro il 15 settembre il Comune ha inviato domande all’Inps dove si erano impegnati a consegnare le verifiche al più presto, ma le hanno restituite il 3 marzo. Il 28 marzo è stata pubblicata la graduatoria provvisoria ed è stata la volta dei ricorsi, e infine della nuova trafila dell’esame all’Inps. Tra tutti questi “contro” c’è però un lato positivo nella qualità del servizio: la carta acquisti prevede sperimentalmente che il 50% dei nuclei beneficiari potranno usufruire di percorsi di accompagnamento sociale personalizzato, così da valutare in che modo la misura economica e l’accompagnamento incideranno sull’integrazione sociale.

La strategia d'intervento che s'intende attivare è fondata sull'empowerment e il coinvolgimento attivo dei destinatari in percorsi di reinserimento e di inclusione sociale avvalendosi della collaborazione delle equipe del progetto Programmi di Accompagnamento Sociale (PAS), attivo già dal 17 febbraio su tutte le Municipalità del territorio cittadino già finanziato, per dodici mesi, con Fondi propri. La finalità del comune di Napoli, a seguito della misura del reddito di cittadinanza del 2009, è stata quella di utilizzare le equipe sociali dei PAS come una risorsa stabile sul territorio che agisce in stretta sinergia con i Centri di Servizio Sociale intervenendo tra le famiglie e le persone in condizione di grave disagio socio-economico, indipendentemente dal fatto che fruiscano del Reddito di Cittadinanza o di altre misure di sostegno erogate dall’amministrazione comunale. (Alessandra del Giudice, Napoli Città Sociale)

 

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