Nuova social card. Senza beneficiari la metà delle carte
ROMA – Nuova social card, una su due non verrà assegnata. È quanto emerge dall’analisi di Redattore Sociale delle graduatorie provvisorie di ben 10 città coinvolte su 12 che ad oggi hanno reso noto i primi risultati dei bandi. Solo in due città verranno assegnate tutte le card (Palermo e Torino), mentre in giro per l’Italia, tra i comuni con più di 250 mila abitanti scelti per il primo step della sperimentazione, la situazione è deludente: in nessun caso le carte da assegnare nelle graduatorie provvisorie superano la metà di quelle disponibili. Delle circa 9.500 card affidate alle 10 città giunte al primo traguardo (Napoli, Palermo, Milano, Torino, Bari, Genova, Bologna, Firenze, Venezia e Verona), le graduatorie parlano di circa 4.800 famiglie beneficiarie. Ritardatarie le città di Catania, dove sono state raccolte circa 4.600 domande per 650 card disponibili e Roma, che a causa delle elezioni della nuova giunta ha dovuto rimandare l’apertura del bando, chiusosi a fine febbraio 2014 centrando le aspettative del Comune con circa 8mila domande per poco meno di 4 mila carte da assegnare. Una situazione che potrebbe cambiare lievemente per via dei ricorsi, senza stravolgere il risultato parziale: la nuova social card, così com’è non riesce ad intercettare la povertà assoluta dilagante nel paese e a rispondere in tempi rapidi alle esigenze degli indigenti. Tutte e dieci le città menzionate, infatti, hanno chiuso il bando l’estate scorsa e dopo sette mesi, non è stato erogato neanche un euro.
Maglia nera per la città guidata fino a poco tempo fa da Matteo Renzi: ad oggi le carte acquisti sperimentali assegnabili a Firenze sono il 14 per cento di quelle disponibili, cioè soltanto una su sette. Delle oltre 500 domande raccolte dal comune l’estate scorsa, soltanto 66 i beneficiari, mentre le card risultavano essere più di 400, finanziate con oltre 1,5 milioni di euro. Tutta colpa di una “burocrazia che ostacola i bisogni dei cittadini”, cerca di spiegare il vicesindaco Dario Nardella che su Facebook lamenta i lunghi ritardi: “La carta acquisti lanciata nel 2012 dal ministero per sostenere le famiglie in difficoltà ancora non ha portato neppure un euro di beneficio ai cittadini. Firenze è tra le poche città a sperimentarla, ma tra approvazioni governative, conversioni, istruttorie e affidamento all’Inps, il Comune ha potuto lanciare il bando solo a giugno 2013, dopo oltre un anno. Abbiamo trasmesso le richieste all’Inps e sono passati altri 6 mesi”.
Deludono anche le graduatorie di Genova, dove le card da assegnare ad oggi sono solo il 23 per cento, circa una su cinque. Su 650 card disponibili e finanziate con oltre 2,5 milioni di euro, le prime graduatorie parlano di soli 154 famiglie beneficiarie contro 993 domande presentate. Poco distante Bologna, con il 28 per cento delle card. Su 450 nuove carte acquisti, i nomi in graduatoria provvisoria sono solo 127, nonostante siano stati stanziati 1,6 milioni di euro. A Venezia, invece, verranno assegnate soltanto 92 nuove card, su 300finanziate con più di un milione. Sono il 30 per cento di quelle disponibili. Segue Napoli, dove a fronte di 3.500 domande raccolte dal Comune, le card da assegnare saranno soltanto 880, stando alle graduatorie provvisorie: cioè il 35 per cento delle social card assegnabili, in tutto 2.500, finanziate con quasi 9 milioni di euro. Dal Sud si ritorna al Nord, con Verona dove le graduatorie hanno individuato per il momento 113 beneficiari vedranno consegnarsi solo il 37 per cento delle card disponibili, circa 300 per un milione di euro. A Bari, invece, le card da distribuire tra i beneficiari sono il 40 per cento delle disponibili: su 800 card finanziate con quasi 3 milioni di euro, le prime graduatorie parlano di 321 beneficiari. Non si salva neanche Milano, dove verranno consegnate circa il 44 per cento delle card disponibili (in totale 1.500 per 5,5 milioni di euro): in graduatoria provvisoria solo 666 richiedenti.
A centrare l’obiettivo già dalle graduatorie provvisorie due città lontane dal punto di vista geografico: Palermo e Torino. Nel capoluogo siciliano sono state raccolte più di 5 mila domande per sole 1.500 card circa finanziate con poco più di 6 milioni di euro. Palermo che, nonostante la mole di domande, è stata una delle prime città a rendere nota la graduatoria con 1.490 beneficiari. Dall’altra parte dell’Italia, Torino dove agli sportelli comunali sono state consegnate oltre 3 mila domande per circa mille card assegnabili (3,8 milioni di euro). Anche nel capoluogo piemontese, i tempi necessari per il controllo dei requisiti economici tra comune e Inps hanno portato risultati in tempi rapidi, con circa 900 famiglie in graduatoria provvisoria e la possibilità di raggiungere il 100 per cento delle card assegnate dopo gli eventuali ricorsi.
Criteri stringenti e cattivo tempismo. Le lamentele raccolte nei corridoi dei diversi comuni coinvolti dalla sperimentazione sono quasi sempre le stesse. Al primo posto, i criteri scelti per selezionare i beneficiari. A puntare il dito contro il governo centrale, l’assessore alle Politiche sociali di Milano, Pierfrancesco Majorino. “I criteri di individuazione della soglia di povertà stabiliti a Roma si sono rivelati troppo stringenti – ha spiegato - e così molte famiglie in condizione di serissimo disagio economico non vedranno riconosciuta la propria condizione di precarietà”. Il cattivo tempismo, invece, ha il merito di aver fatto nascere la nuova social card sotto una cattiva stella. La maggior parte delle città coinvolte nel progetto, infatti, ha avviato i bandi nel bel mezzo del periodo estivo: luglio, o addirittura agosto 2013. Una scelta che, secondo diversi amministratori, ha ridotto notevolmente le capacità di diffusione della misura, anche a causa della chiusura estiva delle scuole, canale privilegiato per diffondere informazioni tra le famiglie. (ga)