1 aprile 2014 ore: 18:01
Immigrazione

Nuove regole sui visti Ue. Per l’Italia possibili 30 mila posti di lavoro in più all’anno

Più facile venire in Europa per turismo, affari o visite ai parenti. Le nuove regole sono state proposte oggi dalla Commissione Europea per facilitare la concessione di visti a cittadini non comunitari. Il giro d’affari extra ammonterebbe, per il nostro paese, a 1,5-2 miliardi di euro ogni anno
Stranieri, immigrazione, lavoro, giovani di diverse nazionalità

ROMA - Proposte oggi dalla Commissione Europea nuove regole per facilitare la concessione di visti a cittadini non comunitari che vogliano entrare nell’area Schengen. Fino a trentamila i posti di lavoro  che potrebbero essere creati in Italia, in particolare a vantaggio dei giovani,  una volta che le revisioni alla legislazione vigente entreranno in vigore. E il giro d’affari extra ammonterebbe, per il nostro paese,  a un miliardo e mezzo/ due miliardi di euro ogni anno. Tutto questo, secondo l’esecutivo di Bruxelles, senza portare a un aumento dell’immigrazione irregolare.

Occasioni perse e opportunità. Da uno studio condotto sui sei paesi da cui proviene la stragrande maggioranza di domande di visto (Cina, India, Sudafrica, Arabia Saudita, Ucraina e Russia), la Commissione ha evinto che nel 2012 circa 6,6 milioni di turisti non sono venuti in vacanza in Ue a causa delle lungaggini burocratiche e dei costi connessi all’ottenimento del visto stesso, con una perdita in termini economici per l’intera Unione. Sempre lo stesso studio ha calcolato in 1,3 milioni i posti di lavoro in più in cinque anni nel settore del turismo, dei trasporti e della ristorazione, quelli che si potrebbero creare se ci fosse più apertura  nella concessione dei visti. E le proiezioni parlano di un possibile aumento del 30/60% degli ingressi, con un introito di centoventi/centotrenta miliardi di euro in cinque anni.

Le nuove regole. Secondo le nuove regole, che verranno votate dal Parlamento e dovranno ricevere l’approvazione del Consiglio, ovvero dei ventotto Stati membri:
1) il termine per l'espletamento della domanda di visto e la decisione in merito alla stessa sarà ridotto da 15 a 10 giorni;
2) sarà possibile presentare la domanda di visto presso il consolato di un altro Stato membro dell'UE se lo Stato membro competente per il trattamento della domanda di visto non è presente né rappresentato nel territorio del richiedente;
3) i viaggiatori abituali potranno beneficiare di sostanziali agevolazioni, compreso il rilascio obbligatorio di un visto per ingressi multipli valido per tre anni;
4) sarà introdotto un modulo semplificato di domanda e le domande di visto potranno essere presentate anche online;
5) gli Stati membri potranno introdurre specifici regimi che consentano il rilascio di visti alla frontiera validi per un massimo di 15 giorni e per un unico Stato Schengen;
6) gli Stati membri potranno agevolare il rilascio di visti ai viaggiatori che partecipano ad eventi di massimo rilievo (si è parlato ad esempio dell’Expo 2015 a Milano o degli Europei di calcio in Francia nel 2016);
7) sarà introdotto un nuovo tipo di visto (il visto di circolazione) che consente ai viaggiatori legittimi di spostarsi all'interno dello spazio Schengen per un periodo massimo di 1 anno.
8) Sarà rimosso l’obbligo di avere un’assicurazione sanitaria per la concessione del visto e sarà necessario presentare una documentazione più snella al momento della richiesta.

Le domande di visti in Europa. Le domande di visto in tutta l’Ue sono aumentate del 68% dal 2009 al 2013 (sette milioni in più). Inoltre, ben sette milioni dei 17,2 milioni di cittadini di paesi terzi che hanno richiesto un visto a uno Stato membro UE nel 2013 sono russi. L’Ucraina è al secondo posto con più di un milione e mezzo di domande e la Cina al terzo sfiorando anch’essa il milione e mezzo.
Con più di due milioni e mezzo di richieste, la Francia è il paese che ha ricevuto più domande di visti. L’Italia è al quarto posto, con due milioni e trentasei mila richieste, preceduta di pochissimo da Germania terza e Spagna seconda. Dietro alla Francia, invece, siamo secondi per visti concessi con 1926000 (i francesi ne hanno concessi due milioni e trecentomila).
Ma la commissaria alla Giustizia e agli Affari Interni Cecilia Malmstrom e il vice presidente della Commissione Europea nonché commissario al Turismo Antonio Tajani hanno sottolineato come sia importante da un lato facilitare ancor di più gli ingressi di cittadini di paesi terzi in europa e quindi aumentare le richieste e le concessioni di visto e, dall’altro, come un tale aumento non porrà problemi per quanto riguarda l’immigrazione irregolare.

Il portavoce della Malmstrom ha spiegato come “le procedure per ottenere il visto resteranno soggette a criteri di sicurezza molto rigidi, soprattutto per quanto riguarda richieste fatte per la prima volta. Quello che cambierà sarà piuttosto l'approccio nei confronti di coloro che in passato hanno già avuto dei visti e hanno rispettato le regole, che potranno avere delle facilitazioni sia per ottenere visti multi-ingresso, sia per ottenere il nuovo visto ‘di ‘circolazione  della durata di un anno”.
Sebbene la Commissione tenterà di far procedere l’adozione delle nuove regoel il più velocemente possibile, sembra probabile che a votarle sarà il nuovo Parlamento Europeo che uscirà dalle elezioni di maggio. (Maurizio Molinari)

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