19 novembre 2013 ore: 14:58
Giustizia

Nuove schiavitù, Palermo dice “no” alla tratta

Scuola, associazioni e istituzioni si attivano insieme per aiutare le vittime della tratta a partire dai pregiudizi e dagli stereotipi. Un appello ai giornalisti per un uso appropriato del linguaggio
Tommaso Bonaventura/Contrasto Prostituzione e tratta: ragazza romena in attesa di cliente successivo

PALERMO – “Palermo non tratta” è lo slogan che rappresenta la sinergia di più forze insieme per combattere la tratta degli esseri umani e per combattere insieme tutte le nuove schiavitù e mafie nazionali ed internazionali.
Questa mattina a fare il punto della situazione sul tema, nell’aula consiliare di Palazzo delle Aquile, sono stati diversi rappresentanti del mondo politico, della scuola e dell’associazionismo.
Il comune di Palermo, nell’avviare la campagna contro la tratta degli esseri umani, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale e il coordinamento antitratta “Favour e Loveth” ha promosso la giornata europea contro la tratta degli esseri umani, celebrata ogni anno il 18 ottobre, proprio con l’iniziativa di oggi.

L’incontro è stato prevalentemente rivolto: alle scuole, per attivare, nei giovani, un percorso di informazione e di formazione alla lotta alla tratta; ai giornalisti perché si facciano essi stessi promotori, nei confronti dell’opinione pubblica; e a tutte le realtà che lavorano, in vari modi e forme, con i cittadini stranieri contro l'esclusione, la marginalizzazione sociale, il razzismo e la discriminazione e contro tutte le nuove forme di schiavitù.
“La giornata di oggi, in particolare, ha voluto centrare l’attenzione sull’importante azione di sensibilizzazione che si svolge nelle scuole - dice Tindara Ignazzitto del coordinamento antitratta “Favour e Loveth” di Palermo -. Un aspetto importante è anche però l’attenzione maggiore che chiediamo alla stampa affinché affronti il fenomeno della tratta di esseri umani non come prostituzione quando si tratta di ragazze costrette a vendere il loro corpo”.

“La scuola non tratta da due punti di vista – afferma Stella Bertuglia, insegnante e membro del Coordinamento antitratta -. La prima cosa da dire è che la scuola affronta poco l’argomento perché non diamo ai nostri ragazzi la possibilità di riflettere sui problemi sociali. La seconda cosa è che la scuola prende le distanze dalla tratta delle schiave. Insieme all’Ufficio scolastico regionale stiamo portando avanti, infatti, questo messaggio che ha un alta valenza educativa per tutti i nostri giovani. Il Coordinamento Antitratta oltre ad un lavoro a favore di queste ragazze ha voluto che si agisse anche nelle scuole sul piano della formazione educativa. Se i ragazzi prendono consapevolezza del problema possono dare tanto alla società”.

“Dobbiamo partire dall’educazione, utilizzando tutti gli strumenti affinché i ragazzi prendano consapevolezza dei problemi – ribadisce Maria Luisa Altomonte, direttore dell’Ufficio scolastico regionale - e stiano tanto più lontani con l’anima e l’intelligenza dallo sfruttamento delle donne. Per quanto ci riguarda abbiamo organizzato un corso di due anni come Ufficio scolastico regionale proprio sulla violenza contro le donne perché credo che anche questo fenomeno della tratta viva sulla base di un contesto culturale che in qualche modo lo consenta. Anche le famiglie devono lasciarsi in qualche modo contaminare dai messaggi positivi che possono percepire a scuola e a loro volta trasmettere i ragazzi”.

“La nostra amministrazione è in prima linea nella difesa dei diritti umani e di tutte le forme in cui questi vengono violati - sottolinea Giusto Catania, assessore Partecipazione, Decentramento e Migrazione -. Lavoriamo a più livelli nei confronti dei migranti e di tutto coloro che chiedono di ricostruire il percorso della loro vita. Per questo occorre costruire percorsi di contaminazioni tra diverse culture a partire dai progetti che possono essere espletati nelle scuole come grande campagna pedagogica. Confrontarsi con le altre culture vuol dire accogliere per fare crescere e dare futuro”.

Nella seconda parte dell’incontro si è parlato soprattutto di chi opera per la prevenzione e la lotta della tratta.
“Il problema non deve essere sottovalutato e sono contento che adesso ci sia la consapevolezza di lavorare in rete tutti insieme per aiutare queste ragazze – aggiunge il pastore valdese Vivian Wiwoloku, presidente dell’associazione “Il Pellegrino della Terra”, portavoce del Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo-. Ricordiamoci sempre che sono schiave e che se le aiutiamo ad uscire dalla loro schiavitù dobbiamo anche accompagnarle verso un’alternativa di vita possibile”.
A margine dell’incontro sono intervenuti anche diversi giornalisti che hanno testimoniato la loro esperienza sul campo relativamente a questo tema sociale.
In particolare, è intervenuto il presidente dell’ordine dei giornalisti della Sicilia Riccardo Arena che, ribadendo la Carta di Roma per quanto concerne la deontologia professionale di chi scrive ha ribadito quanto lavoro ci sia ancora da fare sul piano della formazione per sforzarsi e riuscire a scrivere senza discriminare. (set)

 

 

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