Nuovi sbarchi in Calabria, anche Vibo Valentia diventa "terra di salvezza"
VIBO VALENTIA. E’ arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, nel porto di Vibo Valentia, la nave "Phoenix" battente bandiera del Belize, con a bordo 194 migranti di diversa nazionalità (Niger, Ghana, Senegal, Sudan). Nel gruppo anche 9 donne incinte e una ventina di minori. Le operazioni di sbarco sono state coordinate dalla questura vibonese con il coinvolgimento di forze dell'ordine, vigili del fuoco, sanitari del 118 e volontari della protezione civile. I medici, dai primi accertamenti effettuati, hanno potuto constatare le buone condizioni di salute dei migranti che sono stati subito trasferiti in altre regioni. Quello di ieri pomeriggio è stato l'ottavo sbarco di migranti nel porto di Vibo, dal settembre dell’anno scorso. Gli ultimi due arrivi erano stati registrati il 16 e il 22 luglio scorso in cui erano approdati sulle coste vibonesi oltre mille persone. Dopo Crotone e Reggio Calabria anche Vibo ora diventa meta prescelta per i tanti ‘disperati’ che si stanno avventurando nel Mediterraneo, in cerca di una nuova patria dove mettere radici.
La Calabria è ancora in prima linea nell’emergenza sbarchi nonostante le criticità e le problematiche ataviche che affliggono il territorio. Solo qualche giorno fa, il rapporto Svimez ha definito la Calabria come ‘regione più povera d’Italia’, una terra dove si sta peggio che in Grecia e che riesce comunque a mantenere delle caratteristiche antiche che da sempre la contraddistinguono: la generosità e l’accoglienza. Ogni qual volta si verifica uno sbarco, la macchina organizzativa di Crotone, Reggio e Vibo, si mette in moto. Le istituzioni stanno dimostrando di sapere fare rete, così come sta manifestando coesione e piena intesa anche il mondo dell’associazionismo. Tanti i volontari che, ogni volta, si ritrovano puntuali sulle banchine dei porti per accogliere al meglio centinaia di persone che fuggono dall’inferno; tanti i giovani che fanno parte dei vari sodalizi, tutti preparati per offrire un servizio umanitario e, al contempo, decisi a mostrare un’altra faccia della Calabria, pulita e solidale. (msc)