1 marzo 2015 ore: 15:39
Immigrazione

Nuovi volontariati: Monica, tutrice di un minore straniero

Madre di due figli, 53 anni, da un mese assiste un ragazzo Guineano che vive in Italia senza la famiglia: “E’ un impegno che ho sempre desiderato”. Parte in aprile a Bologna un corso di formazione
Bimbo di spalle, minori stranieri non accompagnati

BOLOGNA - Fino a qualche mese fa la sua unica occupazione era prendersi cura della famiglia, dei suoi due figli, e dare ripetizioni ai bambini del paese, Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna. Oggi Monica Goretti, 53 anni,  ha un nuovo ragazzo a cui dedicare le sue cure: si chiama Fati, ha 17 anni e viene dalla Guinea Bissau. Monica è la sua tutrice, un lavoro volontario con i minori stranieri non accompagnati, ovvero ragazzi e ragazze che si trovano in Italia senza i loro genitori. Le loro sono storie drammatiche, fatte di solitudine e spesso di povertà. E per questo il lavoro di Monica è importantissimo e utile, anche, per coronare un suo vecchio sogno: aiutare i più fragili. E chi meglio di tanti minorenni che affrontano da soli il viaggio sui barconi per arrivare in Italia in cerca di un futuro diverso? Così, dopo aver letto la notizia del corso per tutori volontari organizzato dai comuni di Bologna e Ferrara, in collaborazione con il Garante regionale per l’infanzia e la cooperativa sociale Camelot, non ci ha pensato due volte e si è lanciata in quest’avventura. “Quando ho visto la notizia ho pensato che dovevo assolutamente farlo - racconta Monica - Nella mia vita ho scelto di fare un percorso diverso, ma ho sempre voluto occuparmi dei temi legati all’immigrazione”.

Da un mese Fati fa parte della sua vita e durante le ore che passano insieme, lei lo aiuta a confrontarsi con la – spesso incomprensibile – burocrazia italiana, lo accompagna ai ricevimenti scolastici, ai musei e lo aiuta a esercitarsi con l’italiano. “Quello che facciamo come volontari non è solo seguirli nelle cose pratiche ma anche ascoltarli e passare del tempo con loro. Fare delle attività di tipo educativo - dice Monica - Ogni sabato lo accompagno in biblioteca e qui cerchiamo dei libri in portoghese in modo che possa leggere nella sua lingua oppure lo aiuto con la sua casella di posta elettronica”. Fati studia per diventare elettricista e la maggior parte della sua giornata è divisa tra i corsi d’italiano la mattina, la scuola il pomeriggio e il centro d’accoglienza la sera. “Lui è impegnato e quindi non ci vediamo tutti i giorni. Quando però ha bisogno di qualcosa mi chiama e ci mettiamo d’accordo dove incontrarci”.

Il progetto di formazione per tutori volontari è ancora in fase di sperimentazione. Ma oggi a Bologna a dare una mano ai servizi dello Sprar minori e alle diverse associazioni che si occupano di minori stranieri non accompagnati, ci sono già cinque persone. Con il nuovo anno il comune di Bologna ha deciso di continuare in questo percorso cercando di coinvolgere maggiormente il territorio. Per questo dal 14 aprile partirà un nuovo percorso di formazione a cui hanno aderito oltre alla coop Camelot anche le Officine cooperative e l’Asp di Bologna. Gli aspiranti seguiranno sette incontri in cui  esperti del settore e rappresentanti delle principali istituzioni coinvolte nei percorsi di presa in carico sociale dei minori tratteranno i principali argomenti che riguardano gli aspetti formali della tutela legale, la rete dei servizi, gli attori del territorio e il sostegno psicologico. “Alla fine del corso sono previste alcune attività laboratoriali - racconta Chiara Giudoreni, della coop Camelot - che  vedono la partecipazione di tutori volontari già attivi sul territorio bolognese. In questo modo i volontari spiegano come comportarsi nelle più diverse situazioni di vita di un minore nel nostro Paese”. (Dino Collazzo)

© Copyright Redattore Sociale