1 marzo 2016 ore: 11:30
Disabilità

Nuovo Isee, Anmic: “Decisione del Consiglio di Stato avrà effetti più ampi”

Secondo il presidente nazionale Nazaro Pagano il concetto di reddito come fissato dal Consiglio di Stato potrebbe avere un rilievo al di là del semplice indicatore Isee, portando conseguenze anche in merito ad altre situazioni previste dall'ordinamento
Famiglia al parco, isee
ROMA – Soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato che conferma la decisione del Tar di ritenere illegittima l’inclusione dell’indennità di accompagnamento, delle prestazioni economiche assistenziali e delle prestazioni risarcitorie nel computo del reddito rilevante ai fini dell’ISEE. La esprime il presidente nazionale di Anmic Nazaro Pagano. “Finalmente – dice Pagano citano la sentenza – abbiamo un punto fermo sulla nozione di reddito ai fini dell’accesso a prestazioni e servizi di natura assistenziale e socio-sanitarie che non può non escludere “l’indennità di accompagnamento e tutte le altre forme risarcitorie (che) servono non a remunerare alcunché, né certo all’accumulo del patrimonio personale, bensì a compensare una oggettiva e deontologica situazione di inabilità che provoca in se e per se disagi e diminuzione di capacità reddituale … (tali prestazioni economiche) non determinano una migliore situazione economica del disabile rispetto al non disabile, al più mirando a colmare tale situazione di svantaggio subita da chi richiede la prestazione assistenziale … ”.
 
Secondo Pagano il concetto di reddito, come fissato dal Consiglio di Stato (cioè remunerazione di uno o più fattori produttivi come lavoro, impresa, terra, casa), avrà il rilievo anche per altre situazioni previste dall’ordinamento in termini di agevolazioni diverse per i disabili. “Ora – conclude – aspettiamo che il Legislatore intervenga al più presto per definire i livelli essenziali di prestazioni e servizi per i disabili, prevedendo un sistema complessivo e strutturato che superi la politica degli interventi parziali, realizzata attraverso l’istituzione di “Fondi”, che finiscono per garantire singoli gruppi organizzati e non i disabili nel loro complesso.”
 
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