21 dicembre 2015 ore: 12:01
Disabilità

Nuovo Isee, Anmic: “Occasione mancata, il governo ci ripensi”

Per il presidente Pagano la mancata approvazione dell’emendamento che escludeva pensioni e indennità dal reddito Isee è un errore: “Ci aspettiamo l’attenzione del governo nel collegato alla legge di stabilità”

ROMA – La mancata approvazione dell’emendamento che escludeva dal computo dei redditi ai fini Isee le pensioni  di invalidità e di indennità di accompagnamento dei disabili è un’occasione mancata che penalizza ancora una volta i disabili: sarebbe stato importante se, prima che lo facciano i giudici, fossero stati governo e parlamento ad agire. Nella politica riaccesa sul nuovo Isee, interviene l’Anmic (Associazione nazionale mutilati invalidi civili), che già nei mesi scorsi aveva espresso più volte la richiesta di risolvere la questione, per la quale si attende a breve la decisione del Consiglio di Stato, dopo l’udienza di merito dello scorso 3 dicembre.

 “Si tratta purtroppo – commenta il presidente Nazaro Pagano -  di una occasione mancata  che non garantisce nei fatti  il pieno accesso dei cittadini con disabilità alle prestazioni assistenziali previste per legge dallo Stato e dagli Enti locali. Nell’attesa della decisione del Consiglio di Stato, chiediamo fin d’ora l’impegno dell’Esecutivo a correggere al più presto una norma estremamente iniqua e penalizzante per i disabili e le loro famiglie. E ringraziamo  nel frattempo quei  partiti di  opposizione – Movimento 5 stelle, Lega e Fratelli d’Italia – e i singoli parlamentari che durante le votazioni in Aula hanno  invece chiesto di escludere subito dal computo Isee pensioni di invalidità e accompagnamento, condividendo le esigenze dei disabili”. Secondo l’Anmic, che ricorda come la magistratura amministrativa (Tar Lazio) abbia dichiarato la illegittimità della qualificazione come “reddito” delle prestazioni economiche previste per i soggetti disabili, sarebbe stato un importante segnale di attenzione da parte della politica e delle Istituzioni introdurre - prima della decisione dei giudici del Consiglio di Stato - la  modifica tanto attesa già in occasione dell’approvazione della legge di stabilità 2016, che costituisce appunto lo strumento fondamentale di programmazione e scelta della politica economica del Governo. “Ci aspettiamo attenzione del governo nel collegato alla legge di stabilità”-

 

 

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