1 aprile 2015 ore: 18:30
Disabilità

Nuovo Isee bocciato dal Tar, i disabili chiedono un confronto con il governo

La richiesta del Coordinamento Disabili Isee no grazie. La sentenza che ha accolto i ricorsi risale allo scorso febbraio. Finora nessuna posizione ufficiale, ma se il governo facesse appello i tempi rischiano di slittare ancora di un anno e mezzo
Isee e anziani disabili

ROMA – “Quello che vogliamo è un confronto aperto tra istituzioni e associazioni su quanto deciso dal Tar”. E’ questa la richiesta avanzata dal Coordinamento Disabili Isee no grazie riunitosi questo pomeriggio al Campidoglio per fare un punto sui possibili scenari dopo che la sentenza del Tar del Lazio ha accolto i ricorsi dei disabili e messo fuori gioco parte del nuovo Isee. "Il giudice ha affermato che le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento attribuite ai disabili non possono essere assimilate agli stipendi - ha spiegato Mario Dany De Luca, portavoce del Coordinamento -. Oggi è l’occasione per mettere insieme tante associazioni e realtà di base che vanno nella direzione di riattivare nel nostro paese un confronto di merito sulle questioni della disabilità, perché su questo si sta realizzando una sorta di desertificazione su quello che abbiamo conquistato con tanti anni di lotta”.

La sentenza del Tar del Lazio è di febbraio di quest’anno, ma ad oggi non ci sono stati ancora segnali da parte del governo. I possibili scenari potrebbero essere due, a partire dall’appello da parte del governo al Consiglio di Stato, oppure l’apertura ad un confronto per modificare il dpcm che ha introdotto il nuovo Isee nelle parti annullate dal Tar. “Le sentenze del Tar hanno prodotto come effetto l’annullamento dell’articolo che prevedeva che i redditi anche legati all’invalidità fossero un reddito come da lavoro - ha spiegato Liliana Ferronato, avvocata patrocinante del ricorso davanti al Tar del Lazio -. Ai fini Isee questo non esiste più. L’unico modo per conteggiare il reddito ai fini Isee è quello di conteggiarlo senza qualunque provvidenza sia collegata alla condizione di disabilità”.

Dal governo, intanto, nessuna posizione ufficiale. "Segnali netti non ne abbiamo avuti - ha spiegato De Luca -, ma c’è in atto una interlocuzione. La partita si gioca sia su un tavolo nazionale e noi auspichiamo che si possa attivare un confronto fattivo con il ministero nel merito di queste questioni insieme ad altre associazioni che sono rappresentative di tantissime realtà del nostro paese. Noi chiediamo che ci sia un confronto di merito su quello che riguarda i risultati acquisiti con la sentenza del Tar. Un dibattito aperto per discutere dell’accoglimento di questo ricorso”. Tuttavia, i segnali labili non escludono un possibile appello. “Il tavolo di concertazione potrebbe vivere serenamente con un appello - ha aggiunto Ferronato -. Magari l’appello lo si fa per essere più forti nel tavolo di concertazione. Sarebbe un appello strumentale”. E il ricorso del governo potrebbe arrivare anche dopo l’estate. “Ci sono sei mesi dalla pubblicazione più trenta giorni perché cadono nel periodo feriale per l’appello – spiega Ferronato -. Volendo l’amministrazione potrebbe fare l’appello anche l’ultimo giorno utile che dovrebbe essere fine settembre”. E se il ricorso dovesse arrivare, l’iter complessivo potrebbe richiedere circa un altro anno e mezzo. “Se il governo dovesse fare ricorso – aggiunge Ferronato - in questi casi il giudice amministrativo potrebbe avere la sensibilità, trattandosi di un atto generale, di fissarlo in tempi rapidi e l’eventuale appello potrebbe durare circa un anno e mezzo”.

Su un possibile tavolo di confronto, intanto, le questioni che potrebbero essere affrontate sono già chiare. “Le associazioni hanno un problema legato al reddito familiare - spiega Ferronato -. Vorrebbero che per quanto possibile, il reddito ai fini Isee, almeno per i disabili sia conteggiato tenendo conto del reddito del disabile soltanto, a prescindere dal nucleo familiare. L’altra battaglia riguarda la prima abitazione, se e come conteggiarla in modo da avere risultati equi. Poi le spese mediche documentate, pretendere che non ci sia un tetto massimo di detraibilità, ma che siano detraibili ove documentate per intero". (ga)

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