29 gennaio 2014 ore: 12:16
Immigrazione

Oltre 150 mila i lavoratori marocchini, ma la crisi si fa sentire

Rapporto del Centro Studi e Ricerche Idos. Uno stagionale ogni cinque è marocchino. Fortissima l’incidenza di lavoratori non qualificati a causa del basso livello di istruzione. Ridotto l’accesso alle pensioni e alle prestazioni assistenziali
Rifugiati lavorano nei campi

Rifugiati lavorano nei campi

ROMA – Degli oltre cinquecento mila marocchini in Italia, 300 mila compongono la forza lavoroe 151mila sono occupati. I dati sono contenuti nel rapporto realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos/Immigrazione Dossier Statistico per il Ministero dei marocchini all’estero, presentato oggi.

I principali settori di inserimento sono i servizi e in particolare il commercio (52,7 per cento) e l’industria (41,4 per cento), segue l’agricoltura (5,9 per cento). Quasi un lavoratore stagionale su cinque (1.826) e uno su dieci dei due milioni di dipendenti è di origine marocchina. La crisi si fa sentire pesantemente: da 36 mila visti per lavoro rilasciati nel 2007 si è scesi ai 9.842 del 2012, anno in cui il saldo tra assunzioni e cessazioni del rapporti è stato negativo. Solo l’1,5 per cento dei lavoratori marocchini è inserito come lavoratore qualificato, contro una media tra gli stranieri del 5,9 per cento, mentre i non qualificati sono il 40,6 per cento. Il dato si spiega con il basso livello di istruzione: solo il  26,7 per cento dei marocchini in Italia ha conseguito il diploma o la laurea.

Rilevante è anche il coinvolgimento nella disoccupazione, specialmente nel caso delle donne, con un tasso del 35,8 per cento. Estremamente ridotto, invece, l’accesso alle pensioni contributive a carico dell’Inps, che supera di poco i duemila casi. Questo anche perché sono solo 26.122 gli over60 marocchini in Italia. Le stime per il 2025 non fanno pensare che la situazione cambi: secondo le previsioni di uno studio di Inps e Idos del 2011 il limitato accesso alle pensioni contributive è destinato a protrarsi e nel 2025 sarà un pensionato ogni 3,5 tra gli italiani e appena uno ogni 12,5 tra gli immigrati.

Contenuto è anche l’accesso alle prestazioni assistenziali: circa 6.500 casi. “Diverse chiusure agli immigrati non comunitari sono state superate a seguito degli interventi della giurisprudenza – si sottolinea nel rapporto -. Invece, non sembra destinato a sbloccarsi lo stallo nella ratifica dell’accordo di sicurezza sociale tra l’Italia e il Marocco, firmato nel 1994, che da una parte comporterebbe oneri finanziari molto alti per l’Italia e, dall’altra, non consente la totalizzazione delle carriere assicurative proprio quando il requisito contributivo è stato portato a 20 anni”. (gig)

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