11 giugno 2014 ore: 11:25
Salute

Oltre 8 miliardi di azzardo "in nero" e nelle mani della criminalità

Il dato nella ricerca del sociologo Maurizio Fiasco per le Fondazioni Antiusura. “Bombardati dall’offerta, in un meccanismo in cui azzardo legale e illegale si alimentano a vicenda”. In Italia sono 161.252 gli “sportelli per il gioco” tra tabaccherie e altri esercizi commerciali
Gioco azzardo: dadi

boxROMA - Il gioco d’azzardo “in nero” con slot machine in Italia vale oltre 8 miliardi di euro. La stima fatta dalla ricerca “Il gioco d’azzardo e le sue conseguenze sulla società italiana. Il peso del gioco illegale nelle province italiane”, curata dal sociologo Maurizio Fiasco e presentata oggi a Roma, presso la sede della Caritas Italiana, nel corsodell’Assemblea annuale delle Fondazioni Antiusura associate alla Consulta Nazionale. L’indagine per la prima volta fornisce una stima dell’illegalità “incorporata” nell’organizzazione ufficiale del gioco d’azzardo. La quota che sfugge ai calcoli ufficiali raggiunge quasi il volume delle entrate erariali per tutti i giochi nel 2012. Si tratta di circa il 20% delle giocate che non viene intercettato perché deviato in bische, allibratori, macchinette manomesse. 

Larga parte di questa cifra finisce nelle mani delle organizzazioni criminali. Non è un caso che la maggiore percentuale di nero sia stata individuata nelle province in cui l’indice di incidenza mafiosa è maggiore: Napoli, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Palermo, Caltanissetta, Crotone, Catanzaro. In termini assoluti a Napoli e Roma si concentra il 20 per cento del nero, ciascuna con 1,5 miliardi di euro sottratti al mercato legale.

Nel tentativo di contrastare l’offerta illegale, lo stato finisce con il potenziarla e darle nuova linfa. La denuncia è del sociologo Maurizio Fiasco, secondo cui si innesca un circolo vizioso: per contrastare l’illegalità vengono immessi nel mercato sempre nuovi prodotti, ma a ogni forma di gioco legale “si affianca una versione illegale, che si avvale della capillarità di un suo marketing in nero, mentre si accredita presso nuovi potenziali clienti con i riverberi del lancio pubblicitario dell’offerta legale”. 

In questo modo il dilagare dell’azzardo sembra inevitabile
. In Italia sono 161.252 gli “sportelli per il gioco” tra tabaccherie e altri esercizi commerciali. Di queste, oltre settemila sono strutture specializzate e dedicate al “settore”.

Al Sud, soprattutto, le aree in cui il gioco è più diffuso: Teramo, Caserta, Napoli, Pescara, L’Aquila e Benevento, Latina, Brindisi, Terni, Sassari, Isernia. “Scagionata” Pavia, provincia che è stata ingiustamente accusata di essere la capitale dell’azzardo per il valore decisamente sopra la media delle giocate con slot machine. 

Con i suoi 2.954 euro pro capite versati nel 2012, escluso il gioco on line, la località lombarda in passato ha fatto gridare allo scandalo.
Ora il mistero è svelato: il problema non era il troppo azzardo, ma la “troppa regolarità”. I valori pavesi, infatti, sono prossimi a quelli che si conterebbero anche altrove, se oltre alla parte ‘certificata’ si includesse la frazione di denaro in nero.
Su Rs Agenzia giornalistica tutti i lanci sul rapporto “Il gioco d’azzardo e le sue conseguenze sulla società italiana. Il peso del gioco illegale nelle province italiane”.

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