16 febbraio 2015 ore: 16:12
Non profit

On line il catalogo delle riviste sociali e sociosanitarie

Dagli anziani ai disabili, dal carcere alle dipendenze, dai servizi sociali all’immigrazione, dalla salute al terzo settore. Ma anche ambiente e consumatori. Sono le tematiche affrontate dalle 240 testate segnalate dal catalogo realizzato dalla redazione degli sportelli sociali del comune di Bologna
Riviste sovrapposte

BOLOGNA – Anziani, disabili, dipendenze, carcere, Terzo settore, servizi sociali, immigrazione. Sono le tematiche affrontate dal catalogo delle riviste sociali e sociosanitarie realizzato dalla redazione degli sportelli sociali del comune di Bologna che gestisce servizi di informazione, comunicazione e documentazione per la rete dei servizi sociali locali e i cittadini. Altraeconomia, Liberetà, Altroconsumo, Accaparlante, Africa e Mediterraneo, Gli amici di Luca magazine, sono solo alcune delle 240 testate segnalate nel catalogo, facendo riferimento a un concetto ampio di ‘sociale’ e di ‘sociosanitario’: sono, infatti, incluse anche riviste che trattano di ambiente o di consumi. Si tratta di riviste prodotte da case editrici, organizzazioni del Terzo settore, istituti di ricerca, ministeri e altri enti. Sono per lo più diffuse in abbonamento, mentre sono 30 quelle distribuite gratuitamente. Nel catalogo sono riportati i dati principali delle riviste, la presenza di un archivio on line, le modalità di abbonamento e una sintetica descrizione. In appendice al catalogo, sono riportati i riferimenti a materiali di documentazione, come articoli dedicati alle riviste, siti utili, banche dati bibliografiche contenenti spogli da riviste, indicazioni sul mondo dell’editoria e dei circuiti bibliotecari dove reperirle.

Le riviste sociali italiane. “Fin dalla fine degli anni Settanta, il panorama è in continua evoluzione, per lo strutturarsi della società di informazione, per il protagonismo affermatosi dei soggetti del Terzo settore, per la trasformazione della società e dei sistemi di welfare che queste riviste interpretano e a cui contribuiscono – si legge nell’introduzione al catalogo – Molte testate sono nate e altre hanno smesso le pubblicazioni, alcune si sono trasformate in relazione al dilagare delle tecnologie e grazie a Internet. Negli ultimi anni, la crisi ha sicuramente influito sulla vita di alcune pubblicazioni che, visti i costi proibitivi della stampa, hanno optato per versioni on line. Altre testate sono nate già con una vocazione per il web”. Oggi, quindi, si assiste al coesistere di riviste sotto forma di sito Internet che producono come complemento anche una versione cartacea e riviste edite su carta che accompagnano la loro azione anche con prodotti web come siti, newsletter, social network, blog. “Quantificarle, tra grandi e piccole, nazionali e locali, su carta o solo on line, è impossibile, anche per i confini incerti che ha la parola ‘sociale’”.

I numeri. Secondo il rapporto sull’editoria sociale presentato nel 2010 al Salone dell’editoria sociale di Roma, sono 9 mila le testate sociali, ma dentro un concetto di ‘sociale’ che comprende sindacati, patronati, enti ecclesiali e i settori sportivo, educativo, ambientale, culturale, sanitario. Più dettagliata la rilevazione fatta dall’Istat nell’ambito del censimento su industria, servizi, non profit (pubblicato nel 2014 con dati riferiti al 2011) in cui è presente un’analisi delle iniziative di comunicazione del settore non profit, riviste comprese. Anche in questo caso i dati sono sovrastimati perché Istat riconduce al non profit anche sindacati, partiti, enti ecclesiali, organizzazioni professionali. Nel catalogo sono segnalate le esperienze più significative, mentre sono state tralasciate le produzioni legate più a un ruolo ‘informativo’ interno alle organizzazioni, quelle che hanno un’impronta promozionale (raccolta fondi, fidelizzazione degli associati e dei donatori) e le riviste che hanno una diffusione locale. 

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