15 aprile 2024 ore: 15:57
Salute

Oncologia pediatrica, pubblicato il bando della Fondazione Neuroblastoma per finanziare progetti di ricerca

Tra gli ambiti di interesse l’immunoterapia e l’oncogenomica per una medicina personalizzata. Domande di finanziamento entro il 15 maggio 2024

ROMA – Dalla Fondazione italiana per la lotta al neuroblastoma un bando per selezionare e finanziare progetti di ricerca scientifica nell’ambito dell’oncologia pediatrica per la cura del neuroblastoma e dei tumori cerebrali. Il tutto, come si sottolinea nel piano strategico dell’ente, “privilegiando una logica di collaborazione multicentrica”. Ciò, secondo il valore della rete tra i centri di ricerca e clinici promosso dalla fondazione sin dalla sua costituzione nel 1998 come ramo scientifico dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma. I progetti selezionati per il triennio 2025-2027 saranno sostenuti sulla base di domande di finanziamento che dovranno pervenire alla Fondazione entro il 15 maggio 2024. Nel bando si specifica, inoltre, che il finanziamento da parte della fondazione avverrà “congiuntamente con l’associazione Open-Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma”.

Il bando è espressione del piano strategico 2024-2028 approvato dal consiglio di amministrazione della Fondazione italiana per la lotta al neuroblastoma. Dal 2025 si parte con “importanti investimenti in ricerca di eccellenza, innovativa e originale, sostenendo giovani ricercatori e neo laureati, specializzandi e specializzati per dare continuità a quanto fatto in 30 anni, ma soprattutto per capitalizzare i risultati fino ad ora ottenuti ed in tempi brevi trasformarli in cure efficaci e risolutive per i piccoli pazienti”, si legge nel piano. Tra le aree di attenzione per la ricerca sul neuroblastoma e sui tumori cerebrali pediatrici, c’è l’immunoterapia, finalizzata ad aiutare il sistema immunitario a difendersi dal tumore. Uno dei filoni su cui si punta è quello basato sull’impiego di cellule Car-T e di cellule Car-NK, cioè di particolari linfociti (cellule del sistema immunitario) prelevati dalla persona con tumore e modificate in laboratorio per essere poi re-infuse in quella stessa persona.  

L’altro ambito di interesse riguarda gli anticorpi monoclonali legati a sostanza citotossica: sono gli anticorpi coniugati, gli ADC, Antibody-drug conjugates, farmaci coniugati a un anticorpo per un intervento mirato e al contempo efficace sulle cellule tumorali. Si tratta di meccanismi volti a mettere insieme sia la capacità del farmaco citotossico di intervenire in modo potente (anti-tumorale) sulle cellule, sia la capacità dell’anticorpo di agire in modo selettivo, lì dove serve, sulle cellule malate, per ridurre la tossicità farmacologica e aumentare l’efficacia della terapia secondo una medicina sempre più “di precisione”, facendo leva, inoltre, sulla capacità dell’anticorpo di attivare le cellule del sistema immunitario.

Inoltre, nel piano si guarda con interesse ai vaccini anti-tumorali, ma anche ai progetti per l’individuazione di nuovi “bersagli terapeutici” al fine di agire in modo mirato sulle alterazioni legate allo sviluppo del tumore. Centrale, poi, l’oncogenomica e dunque lo studio dei geni e delle loro mutazioni come “spie” dei tumori e del loro sviluppo per agire su specifici “bersagli” e in modo personalizzato, su misura di ogni paziente.

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