19 gennaio 2015 ore: 16:49
Non profit

Ong, niente più copertura assicurativa per operare in Siria

Da più di un anno nessun cooperante fa domanda per partire. È la prima volta che un Paese viene tolto "per chiarezza e correttezza nei confronti dei nostri soci", spiega la presidente di Siscos Cinzia Giudici. Il gruppo conta 250 iscritti, dai big della cooperazione italiani fino a piccole associazioni
Giulio Piscitelli/contrasto Siria, guerra civile, uomo cammina su macerie

MILANO – Non era mai successo che il Siscos (Servizi per la cooperazione internazionale) togliesse un Paese dalla lista di quelli per i quali offre copertura assicurativa a ong e associazioni.  Ma con il 2015, la Siria è stata tolta dalla cartina del mondo: "Solo per correttezza nei confronti dei nostri 250 soci. In fondo è da più di un anno che nessuno dei nostri associati fa domanda per la Siria", spiega Cinzia Giudici, presidente del Siscos. Il gruppo si appoggia poi a grandi realtà assicurative internazionali che poi stipulano polizze a prezzi vantaggiosi con enti non profit in viaggio in aree di crisi per missioni di cooperazione internazionale.

Il consorzio raggruppa associazioni e organizzazioni non governative, sia impegnate in numerosi progetti che concentrate solo in uno. Ci sono i big italiani come piccole associazioni di missionari: "Verifichiamo solo che siano delle associazioni attivi e che non siano dei banditi. Solo pochissime associazioni sono state escluse fino ad oggi", continua Giudici. -

Siscos copre su tutti i tipi di malattia, rimpatri anticipati o ritardati, infortuni, visite di parenti. "Sui sequestri nessuno può fare polizze. Non si potrebbe nemmeno capire chi o cosa assicurare", aggiunge. Spetta infatti solo all'intelligence trattare questi casi, senza nessun intervento dei privati. Nemmeno ebola ha fermato il Siscos: Sierra Leone, Liberia e Guinea sono sempre state mete praticabili. "Chiaro però che in caso di ebola non siamo noi a intervenire ma lo Stato, con voli speciali", precisa Giudici.
La presidente di Sisicos afferma a nome dei 250 associati che "non amiamo chi prende e parte". In caso di necessità "è necessario avere una minima struttura che possa richiedere aiuto", altrimento anche le polizze perdono la loro efficacia. "Per il singolo che parte è difficile anche dare consigli su come tutelarsi", conclude Giudici. (lb)

© Copyright Redattore Sociale