4 ottobre 2013 ore: 18:13
Immigrazione

Online i nomi dei sopravvissuti di Lampedusa. Asgi: clamorosa violazione

Su Repubblica.it resta per qualche ora la lista con le generalità dei 153 eritrei salvati dal naufragio. “Le autorità del regime eritreo potrebbero punire i familiari di queste persone per la loro fuga. Grave errore non giustificato dalle buone intenzioni”
Lista eritrei sopravvissuti su repubblica

ROMA – “Un errore grave, una leggerezza imperdonabile e non giustificato dalle buone intenzioni”. L’Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) bacchetta Repubblica.it per la pubblicazione della lista dei sopravvissuti al tragico naufragio di ieri notte in cui hanno perso la vita un centinaio di migranti. La lista, pubblicata in evidenza in home e scaricabile in pdf, è stata poi rimossa. Tuttavia, il link è rimasto attivo per diversi minuti e ha riportato tutte le informazioni raccolte dalla Questura di Agrigento, riportando nel dettaglio i nomi, cognomi, date di nascita e età di 153 sopravvissuti, compresi i minori. E anche dopo la rimozione dell’articolo, il link al file con la lista dei nomi è rimasto online. “Posso comprendere la buona finalità che penso sia quella di aiutare i famigliari a rintracciare i sopravvissuti – ha spiegato Schiavone, membro del consiglio direttivo dell’Asgi – Tuttavia, questa vicenda dimostra una grande superficialità. Non si comprende ad esempio perché non debba avvenire per altri casi di persone ugualmente vittime, ad esempio nel caso delle vittime di Ragusa”.

La gravità della pubblicazione dei nomi, però, riguarda la sicurezza non solo dei diretti interessati, cioè i sopravvissuti, ma anche dei familiari che sono rimasti in patria. L’elenco dei sopravvissuti, infatti, mostra come i 153 migranti scampati alla morte siano tutti di nazionalità eritrea. “In questo modo si è messa a repentaglio la sicurezza di queste persone – ha aggiunto Schiavone – È evidente dalla loro nazionalità che si tratta di persone fuggite alla guerra e alla persecuzione ed è particolarmente noto che l’Eritrea è un paese molto attento alla situazione dei suoi cittadini all’estero. È una leggerezza imperdonabile”. I rischi che corrono ora queste persone sono reali, ha aggiunto Schiavone. “La normativa sul diritto d’asilo prevede che del rifugiato riconosciuto le autorità diplomatiche del paese di origine non possano richiedere nessun tipo di informazione alle autorità italiane ed europee. Sono informazioni gestite con riservatezza e mai le autorità eritree avrebbero modo per vie legali di conoscere quali siano i cittadini rifugiati per ragioni di sicurezza. Poi ci sono i parenti, gli amici e i colleghi rimasti in patria ai quali le stesse autorità possono andare a rivolgersi e indirettamente punirli per la fuga di queste persone. E’ una violazione clamorosa della normativa sulla riservatezza dei dati dei rifugiati. Un grave errore  non giustificato dalle buone intenzioni”. (ga)

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