Opera, i detenuti chiedono più misure alternative e braccialetto elettronico
Foto di Tania
MILANO - Più misure alternative e piena applicazione del braccialetto elettronico. Nel carcere di Opera a Milano un centinaio di detenuti ha discusso per cinque mesi sulla loro condizione e su come è possibile migliorarla. Un lavoro che ricalca quello fatto dagli Stati Generali dell'Esecuzione penale (per i quali non è stata prevista la partecipazione dei reclusi), ma che nasce direttamente dietro le sbarre. Gli 11 tavoli tematici hanno affrontato temi come l'affettività dietro le sbarre, il lavoro, la salute o la giustizia riparativa. Con un filo conduttore: la detenzione ha senso ed è utile ai detenuti e alla società se è "umana", se non riduce le persone recluse a esseri in gabbia. Per questo, chiedono i detenuti, bisogna ripensare il sistema delle carceri, e prevedere una loro classificazione in base al tipo di persone recluse: dalla classe A per la massima sicurezza alla F per la custodia attenuata. "Oggi invece, in Italia, il calderone della media sicurezza contiene realtà detentive con esigenze custodiali totalmente diverse l’una dall’altra - scrivono i detenuti -, ed inoltre accade che, come nella Casa di reclusione di Milano Opera, vi siano reclusi nello stesso Istituto dei detenuti al 41 bis, altri in alta sicurezza ed a finire quelli cosiddetti “comuni”. Tutto ciò complica ovvero impedisce il pieno sviluppo di un sistema detentivo moderno che oltre alla espiazione della pena si occupi anche in senso pieno della rieducazione ". Il carcere deve essere l'extrema ratio, aggiungono: per la maggior parte dei detenuti bisogna invece rafforzare le misure alternative. E la piena applicazione del braccialetto elettronico permetterebbe di ridurre il numero di persone rinchiuse nelle celle.
I detenuti si sono occupati anche di aspetti concreti del loro istituto: dalla gestione degli spazi all'accesso al lavoro o all'istruzione. "L'obiettivo è stato quello di dare voce alle persone che vivono in carcere, alle loro esigenze e cercare di capire quali interventi si possono realizzare per migliorare le condizioni complessive" spiega Giacinto Siciliano, direttore della casa di reclusione di Opera. I risultati saranno presentati venerdì 20 novembre nel corso di un incontro all'interno dell'istituto. (dp)