13 novembre 2015 ore: 12:13
Giustizia

Opg, a sette mesi dalla chiusura per legge ancora 234 internati

Il bilancio del sottosegretario alla Salute De Filippo in un incontro con il comitato StopOpg. Sono 439 gli internati nelle Rems, di cui 231 nell’ex Opg di Castiglione delle Stiviere. Inadempienti ancora otto regioni. “Governo nomini immediatamente i commissari”
Opg. Internato nella stanza

ROMA – A oltre sette mesi dalla data di chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (lo scorso 31 marzo), sono ancora cinque quelli “superstiti” con 234 persone internate. A fare il punto sulla situazione è il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, presidente dell’organismo di coordinamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, che nei giorni scorsi ha incontrato il comitato nazionale StopOpg. Le strutture ancora aperte sono quelle di Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Napoli, Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto. Altre 231 persone (di cui 42 donne), invece, sono internate nelle Rems di Castiglione delle Stiviere, un ex Opg che per il comitato ha soltanto cambiato targa diventando Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza. Altri 208 detenuti (di cui 25 donne) sono infine internati nelle altre 16 Rems sparse sul territorio nazionale. In totale nelle Rems, quindi, al 5 novembre ci sono 439 internati.

Complessivamente, quindi, la popolazione internata in misura di sicurezza detentiva è di 673 persone (nel 2011 superava le 1.400 persone), spiega StopOpg. “Esiste ancora un turn over con dimissioni che compensano gli ingressi – aggiunge una nota del comitato - ma da un anno non cala il numero delle persone in misura di sicurezza detentiva”. Dalla presidenza del Consiglio, intanto, sono partite le lettere di diffida per otto regioni (Veneto, Piemonte, Toscana, Abruzzo, Lazio, Campania, Calabria, Puglia) per il mancato rispetto della legge. Un atto preliminare al commissariamento delle regioni che dovessero permanere inadempienti.  Durante l’incontro, aggiunge la nota, il sottosegretario ha inoltre comunicato che l’Organismo di monitoraggio sul superamento degli Opg (composto da rappresentanti dei Ministeri della Salute e della Giustizia e delle Regioni) rimane attivo e che ne è stata sollecitata l’attivazione in ciascuna regione e che “la legge 81/2014 va sostenuta, anche culturalmente, con specifiche iniziative – continua la nota -: l’orientamento riformatore privilegia misure alternative alla detenzione nelle Rems (considerate come extrema ratio e in ogni caso come soluzione transitoria nei percorsi di cura delle persone), ma queste sono possibili se si adottano i progetti individuali da svolgersi nella comunità locale. E ciò implica un forte coinvolgimento di tutti gli attori impegnati in questa vicenda: magistrati, avvocati, governo, regioni, organizzazioni e operatori sanitari, associazioni”.

Al governo, StopOpg chiede “l’immediata nomina del Commissario nelle regioni inadempienti. Il quale deve procedere per il trasferimento nei territori di appartenenza degli internati ancora negli Opg, così da chiuderli in via definitiva”. Commissario che agisca “soprattutto per garantire che le misure alternative alla detenzione siano la norma e non l’eccezione, in piena attuazione alla legge 81/2014. Ciò è possibile rinforzando i servizi socio sanitari nel territorio, a partire dai Dipartimenti di salute mentale. E’ infatti preoccupante il fatto che nelle Rems, compreso Castiglione delle Stiviere, siano state internate ben 164 persone provenienti dalla libertà”. Tra le richieste anche quella indirizzata al ministero della Salute affinché attivi il monitoraggio sui Progetti terapeutico riabilitativo individuali (Ptri) e svolga funzioni di garanzia circa il loro svolgimento. “La norma prevede che siano inviati a magistratura e a ministero della Salute entro 45 giorni dall’ingresso in Rems – spiega StopOpg -. E prevede che i Ptri siano esplicitamente finalizzati a soluzioni diverse dalle Rems”. Ulteriore richiesta quella dell’approvazione di un atto che “impedisca o renda eccezionale l’invio della misura di sicurezza provvisoria in Rems, nelle quali stanno aumentando le presenze, quando dovrebbero essere del tutto residuali”.

Per StopOpg, inoltre, è necessario “attivare un monitoraggio per conoscere quante siano le persone destinatarie di una misura di sicurezza diversa dall’internamento in Rems per verificare se la misura alternativa è effettivamente la norma e non l’eccezione per garantire la cura e la riabilitazione delle persone, come prescrive la legge 81/2014”. Un ulteriore monitoraggio deve riguardare invece, le persone dimesse per il raggiungimento dei termini massimi di internamento. Occorre, inoltre, “esplicitare alle Regioni che è vigente la facoltà, contenuta nella legge, di riconvertire le risorse e i progetti di attivazione delle Rems, a favore dei dipartimenti di salute mentale nel territorio”. StopOpg, infine, sottolinea la necessità della Relazione trimestrale al Parlamento sul superamento degli Opg e l’organizzare un appuntamento istituzionale sul processo di superamento degli Opg. 

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