20 luglio 2013 ore: 15:33
Salute

Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, "gli internati continuano a entrare"

Parla il direttore Rosania: “Negli ultimi mesi il trend di dimissioni è stato rallentato e nel frattempo, in assenza di strutture alternative, abbiamo avuto altri ricoveri. Il processo di chiusura degli Opg si muove in maniera molto lenta”
Franco Guardascione Internauti - Opg 10

Opg Barcellona Pozzo di Gotto, anno 2011

PALERMO – Da aprile ad oggi una quindicina di persone sono uscite dall’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto e 12 sono entrate. Sono i numeri forniti dal direttore Nunziante Rosania che auspica, a partire da settembre, un’evoluzione più veloce del processo di chiusura degli Opg prevista per il 31 marzo 2014.

“Siamo in attesa di conoscere quello che avverrà in sede regionale – dice - La Sicilia è una regione a statuto speciale che ancora non ha addirittura accolto il decreto del 2008 che sanciva il transito della sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale. Tutto questo ci ha creato non poche difficoltà perché abbiamo dovuto tenere conto delle sole risorse dell’amministrazione penitenziaria, molto più ridotte rispetto al passato”. “Per un altro verso siamo in attesa di sapere se, effettivamente questa data del 31 marzo del 2014 sarà rispettata – continua -. Nel frattempo si dovrebbero continuare a fare uscire quelle persone che abbiamo definito dimissibili. Questo trend dovrebbe già da subito riprendere perché, nell’ultimo periodo, c’è stato un rallentamento. Sappiamo che sono in corso di formulazione programmi individualizzati di trattamento in vista della dimissione però questo aspetto in quest’ultimo periodo ha conosciuto una fase di stasi”.

“Ed è vero che, seppur in numeri modesti, abbiamo avuto anche una ripresa delle assegnazioni cioè di nuovi ricoveri – prosegue -. Questo ci pone in una condizione di allertamento proprio perché il trend doveva essere un altro. Nel frattempo aspettiamo che si dia maggiore vigore alla realizzazione delle strutture alternative che in Sicilia dovrebbero essere quattro, una per ogni distretto di Corte d’Appello: i fondi sono stati allocati vediamo quando si arriverà a concludere in maniera spedita questa vicenda”.

“I nuovi ricoveri sono avvenuti perché la magistratura non sapeva dove mandarli e quindi, in assenza di quelle strutture protette che dovrebbero essere realizzate, ritenendo che per alcuni c’era bisogno comunque di un’assistenza in ambito coatto, ce li hanno assegnati. Da aprile ad oggi abbiamo avuto 12 nuove assegnazioni e circa una quindicina di persone dimesse”.

“Ribadisco che ci si sta muovendo in maniera molto lenta e per questo abbiamo tutta l’intenzione a settembre di riprendere assolutamente questa battaglia per accelerare i tempi – incalza -. E’ chiaro che si tratta di una processualità che è stata implementata in maniera valida e che dobbiamo condurre fino in fondo. Ed è anche chiaro che la situazione è molto complessa e non si può generalizzare, omologando situazioni e casi molto diversi tra di loro ma ritengo pure che l’azione di pungolo e di sollecitazione delle istituzioni che svolgono le associazioni sia di grande importanza”.

“Ricordo comunque - conclude – che nell’ultimo anno e mezzo le presenze dei detenuti sono scese da 420 fino alle attuali 180 di cui 20 sono detenuti aggregati per lavoro, sani di mente, che provengono da altri istituti penitenziari con il compito preciso di fare opere di manutenzione dell’istituto. Rispetto a qualche anno fa, quindi, si può dire che c’è stato un trend interessante di progressiva riduzione del numero e i siamo tornati ad una condizione di normalità che era quella che abbiamo avuto nel 2007/08 dove, tutto sommato, l’istituto aveva una sua perfetta gestibilità”. (set)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news