27 luglio 2015 ore: 11:55
Non profit

Ore donate alla cura dei più fragili. "Malgrado la crisi, i cittadini s'impegnano"

Duecentoquattro sedi, più di 32 mila soci e oltre 12 mila volontari attivi in 285 comuni della regione. I numeri Auser Emilia-Romagna che, nel 2014, ha coinvolto oltre mille nuovi volontari. Viviani: "Nonostante la grandi difficoltà, in tanti scelgono di dedicare tempo alla comunità"
Anziana su carrozzina e abbraccio di assistente

BOLOGNA - Servizi di sostegno, compagnia ad anziani e disabili, vigilanza in parchi, musei e nelle centrali ecologiche, supporto a organizzazioni del pubblico e del privato sociale che operano con minori in situazioni di bisogno, con nuovi cittadini e persone in condizioni di marginalità e disagio. Nel 2014 i volontari di Auser Emilia-Romagna hanno dedicato 2,3 milioni di ore ad attività a favore delle persone più fragili e della comunità, a cui si aggiungono le occasioni di incontro e socializzazione, la promozione dell’invecchiamento attivo e positivo e dell’apprendimento durante tutto l’arco della vita. I numeri parlano di un’organizzazione in crescita che, rispetto all’anno precedente, ha visto aumentare i propri associati (hanno superato quota 32 mila) ed è stata in grado di coinvolgere oltre mille nuovi volontari (12.228 quelli attivi nelle 204 sedi territoriali presenti in 285 comuni della regione). “Un dato importante perché mostra che, nonostante la crisi e le grandi difficoltà che molti cittadini stanno attraversando, sono ancora tante le persone che scelgono di impegnarsi nel volontariato e dedicare una parte del proprio tempo libero in favore delle persone più fragili e dell’intera comunità”, ha detto il presidente di Auser Emilia-Romagna Fausto Viviani.

Tra le attività ha particolare rilievo l’accompagnamento sociale: nel 2014 sono stati quasi 7 milioni di chilometri percorsi dai 229 mezzi Auser per accompagnamenti a visite mediche, disbrigo di pratiche e commisioni o per partecipare a iniziative nei centri sociali o in altre strutture. Un impegno, quello di Auser, reso possibile dalla collaborazione con le amministrazioni locali e dalla capacità dell’associazione di aprirsi a percorsi di progettazione nati dalle comunità, dietro la spinta di bisogni emergenti. “I dati 2014 confermano il ruolo e l’importanza di Auser per la collettività – continua Viviani – Accanto ai chilometri percorsi dai nostri mezzi, al numero di interventi realizzati e di soci coinvolti è però importante portare alla luce l’impegno nella valorizzazione delle persone e delle relazioni con chi si sente solo e ha bisogno del nostro aiuto. Beni intangibili, non misurabili attraverso i dati – conclude – ma di valore inestimabile perché generano solidarietà, coesione e crescita della responsabilità collettiva”. (lp)

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