10 febbraio 2014 ore: 16:46
Economia

Ort’attack: il primo orto giardino naturale in un parco cittadino

L’idea è di Zoè Teatri e Lame in transizione, che chiedono ai cittadini di dare vita a un orto sinergico e biologico di 140 mq nel Parco Kolletzek nel quartiere Navile. Un progetto per promuovere l’agricoltura responsabile e a km zero e per insegnarla anche ai più piccoli
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BOLOGNA – Un orto pilota, magari apripista per una serie di orti a colorare la città. Un orto sinergico, nel cuore del Parco Kolletzek, nel quartiere Navile. Un orto collettivo, non un insieme di orti privati gestiti individualmente. In sintesi, un sistema per produrre buoni ortaggi nel rispetto del territorio seguendo metodi biologici alternativi. Il progetto, battezzato ‘Ort’Attack’, è di Zoè Teatri (www.zoeteatro.wordpress.com) e Lame in transizione (www.lameintransizione.wordpress.com). Se dovesse vedere la luce, si tratterebbe del primo orto giardino naturale all’interno di un parco cittadino. “L’idea è quella di creare un comitato di CONcitTADINI che gestiscano un’area di 140 metri quadrati coltivando per sé, in maniera totalmente naturale e che, al contempo, creino un campo scuola per spiegare e far conoscere a tutta la comunità i segreti e le tecniche di coltivazione”, spiega Mavi Gianni, presidente di Zoè Teatri. Il primo passo, martedì 11 febbraio dalle 18 alla Sala Cubo di via Zanardi, per il primo dei 10 incontri previsti per decidere come muoversi. Infatti, non c’è nulla di già precostituito, e nulla può essere dato per scontato. Si tratta, innanzitutto, di capire se c’è un gruppo di cittadini pronto a fare partire il progetto. Se la risposta sarà positiva, seguirà una fase teorico-pratica di allestimento: “Noi di Zoè Teatri non organizziamo le attività, semplicemente cerchiamo di facilitarle: se il progetto va in porto, la convenzione con il Comune è firmata direttamente dai cittadini”.

“Ci piacerebbe nascesse un orto sinergico e biologico: i partecipanti si occuperebbero di tutto, dalla creazione dei cumuli di terra all’impianto di irrigazione, fino al reperimento di semi e piantine, autoprodotte, perché comprarli non sarebbe in linea con i nostri principi. Chi zappa e innaffia, poi, si tiene i frutti del proprio lavoro”. Nel percorso i partecipanti potranno contare sull’aiuto dell’ortigiano Stefano Peloso, responsabile del progetto ed esperto di ‘agricoltura naturale’: nata dalle intuizioni dell’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka, non prevede potature, concimazioni, trattamenti fitosanitari o lotte antiparassitarie. L’agricoltore lascia sul campo tutti gli scarti della coltivazione (serviranno da pacciamatura) e si occupa solo della semina e del raccolto. Un’attitudine, quella di non muoversi ‘contro’ qualcosa ma ‘con’ da trasportare poi nella quotidianità.

Un esperimento simile ha già dato ottimi risultati nel Parco delle Caprette a San Lazzaro: lì, però, si era partiti con un gruppo di persone interessate già costituito. Stesso discorso per l’orto alla Pescarola, il più vecchio (2009), nato grazie all’interesse degli iscritti all’associazione Zoè. “In questo ipotetico orto nel parco Kolletzek non c’è nulla di già esistente: sarà tutto in mano a privati appassionati di agricoltura”. Due orti sono poi attivi nelle scuole elementari Bottego e Silvani, uno all’Istituto Agrario Serpieri. Un altro orto, quello dei Giusti, era nato in via dei Colli, ma dopo 6 mesi è stato abbandonato, perché lontano da chi se l’era preso in gestione: “Per questo cerchiamo di coinvolgere soprattutto residenti delle zone limitrofe all’area: non vogliamo che i progetti naufraghino per mancanza di tempo”. Per informazioni o per iscriversi ai corsi, zoeteatri@gmail.com (ambra notari)

 

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