21 gennaio 2014 ore: 11:09
Ambiente

Orti urbani, le verdure possono essere più inquinate di quelle del market

Pesano le condizioni pregresse dei terreni e la vicinanza del traffico. Architetturaecosostenibile.it rilancia il problema della salubrità degli orti in città. I consigli per coltivare in sicurezza
Orticoltura urbana Orticoltura urbana

Orticoltura urbana

ROMA – Coltivare gli orti in città, un’abitudine che sta prendendo sempre più piede, salutata come una “rivoluzione” bio da ecologisti e salutisti… Ma siamo sicuri che le verdure che nascono e crescono in un ambiente spesso molto compromesso come le nostre città siano davvero sicure. Un articolo di Mario Rosato su Architettura ecosostenibile.it rilancia il problema della salubrità degli orti urbani a partire da uno studio condotto sulle coltivazioni nelle città di Berlino.  

boxUn orto contaminato alla Casa Bianca. “Frutta e verdura coltivati nei giardini di casa o in terreni ceduti in uso dai Comuni a gruppi sociali  - si legge nell’articolo - sembrerebbero a prima vista più salutari rispetto a quelli acquistati nei supermercati, a causa dei bassi o nulli livelli di pesticidi utilizzati dai coltivatori amatoriali. Tuttavia, i produttori possono non essere consapevoli dei rischi potenziali connessi con l'orticoltura su terreni contaminati in ambienti urbani”. Un caso esemplare riguarda il fallito esperimento di coltivazione biologica di Michelle Obama, “il cui orto nei giardini della Casa Bianca conteneva elevati livelli di piombo per essere stato concimato con fanghi fognari durante l’amministrazione Clinton”.

Lo studio berlinese. Nello studio condotto sulla capitale della Germania, sono state misurate le concentrazioni di metalli pesanti in frutta, radici e verdure da foglia. Sono stati anche incrociati i dati con quelli relativi al livello di contaminazione da traffico nelle strade vicine. I livelli di contaminanti riscontrati differiscono notevolmente a seconda del metallo e della coltura specifici ma nel complesso sono significativamente più alti rispetto a quelli delle stesse verdure acquistate al supermercato. Alcuni degli esempi peggiori di ortaggi coltivati in città furono: i pomodori, contenenti 11 volte più cadmio e quasi cinque volte più nichel di quelli del supermercato; e le bietole, contenenti sei volte più zinco di quelle commerciali. Diverse altre specie vegetali contenevano come minimo due volte il livello di almeno un metallo rispetto ai prodotti alimentari commerciali. Tutte le verdure contenevano alte concentrazioni di piombo, nei casi in cui erano state coltivate su siti con alti livelli di traffico.

Questo studio quindi suggerisce che le culture in orti urbani non sono automaticamente più “sane” o “sicure” rispetto ai prodotti da supermercato. Per ridurre i livelli di contaminazione ed i rischi per la salute, i coltivatori urbani devono scegliere con cura i siti di impianto, in base alla distanza e agli ostacoli fra orto e traffico.

Minimizzare i rischi. Ma queste considerazioni non devono farci rinunciare a coltivare la propria verdura in città. In quanto, “l'autoproduzione di cibo rimane il modo più sostenibile per eliminare imballaggi, trasporti, pesticidi e fertilizzanti chimici dalla nostra società post-industriale”. E’ necessario però mettere in pratica alcuni accorgimenti, come suggeriscono i ricercatori della North Carolina State University: far analizzare lo spazio di coltivazione, oppure coltivare in vaso utilizzando terreno certificato, produrre da soli il proprio compost, scartare le foglie esterne e lavare accuratamente la frutta e verdura raccolta. Altri accorgimenti nascono invece dal buon senso: se il nostro orto urbano si trova in un’area trafficata, o a meno di 20 km da inceneritori, centrali termiche o grosse industrie, “vale la pena coltivare in vasi o vasche riempiti con terriccio di qualità controllata, posti all'interno di serre”. Una barriera di canne piantate a modo di cintura attorno al nostro orto “fornirà un po' di protezione addizionale, fungendo da biofiltro oltre che da barriera contro i venti o la radiazione riflessa dagli edifici circostanti”. Infine, se il livello di inquinamento è troppo pesante è meglio rinunciare agli ortaggi  e puntare sugli alberi da frutta:i contaminanti rimarranno nella quasi totalità nel tronco e nelle radici.

© Copyright Redattore Sociale