3 febbraio 2015 ore: 10:32
Famiglia

Orti vietati ai minori di 60 anni: i nonni riscoprono il biologico

Alla Riserva Ripa Bianca di Jesi cercasi nonni ortolani. Due orti sociali disponibili nel progetto "Il nonno coltiva, adotta un orto biologico", un modo alternativo per creare socialità tra gli anziani, coltivarsi le verdure e rimettere le mani nella terra
Scuola e cultura ambientale. Bambini coltivano l'orto

ROMA - Un orto come luogo di incontro e di socializzazione, nel quale condividere esperienze tra racconti di semine e nipoti. Dal 2008 alla Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi, dei nonni s’incontrano e coltivano insieme l’orto biologico.
Una socialità alternativa alla piazza o al bar che rappresenta per questi anziani un modo per stare insieme, coltivarsi le verdure e rimettere le mani nella terra (molti di loro hanno un passato da contadini). Oggi sono due gli orti sociali che ancora non dispongono di nuovi anziani che abbiano voglia non solo di coltivare le verdure in maniera naturale, ma anche di raccontare e stare a contatto con i bambini.

Oltre alla coltivazione,infatti, all'interno di Ripa Bianca gli anziani riscoprono anche il loro ruolo di chioccia e di guida per i più giovani: gli orti sono visitati ogni anno da quasi 2 mila studenti del territorio e in queste occasioni sono i nonni stessi che raccontano e mostrano i loro bellissimi orti. All'interno dell'area didattica opera il Centro educazione ambientale Sergio Romagnoli con percorsi appositamente realizzati nell’ambiente agricolo, nell’ambiente fluviale, nella garzaia, nell’area faunistica Testudo Hermanni e nell’area didattica sul compostaggio. Quando non giocano "in casa" i nonni hanno l'occasione di trasmettere la loro passione di ortolani direttamente nelle scuole: fare l’orto è una pratica così d’impatto che a volte gli insegnanti decidono di realizzare degli orti nei giardini scolastici. E poi ancora incontri, eventi e raccolte collettive. Il senso del progetto è proprio quello di restituire un ruolo agli anziani del territorio mettendoli in contatto con i bambini, ai quali trasmettono memorie, saperi e tradizioni che fanno parte della cultura orale contadina. L’assegnazione dell’orto è gratuita e vietata ai minori di 60 anni, mentre gli attrezzi sono in condivisione.

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