14 novembre 2022 ore: 17:19
Economia

Palermo, la Chiesa in campo: verso un patto educativo di contrasto alla povertà

di Serena Termini
Mettersi insieme per costruire un patto educativo che sia impegno forte e sfida concreta, in grado di aprire strade nuove per contrastare la povertà di giovani, adulti e famiglie. E' l'obiettivo di un lavoro comune che, sabato scorso, ha avuto il suo primo incontro presso il piccolo teatro Orione a Palermo. Vi hanno preso parte parecchie realtà del mondo cristiano con in testa la Caritas. Mons. Lorefice: “Non è il momento più delle chiacchiere”
Palermo, patto contro la povertà

PALERMO - Mettersi insieme per costruire un patto educativo che sia impegno forte e sfida concreta, in grado di aprire strade nuove per contrastare la povertà di giovani, adulti e famiglie. E' questo l'obiettivo conclusivo di un lavoro comune che, sabato scorso ha avuto il suo primo incontro, presso il piccolo teatro Orione a Palermo. Vi hanno preso parte parecchie realtà del mondo cristiano con in testa la Caritas cittadina. Nello specifico, ci si è confrontati su "Povertà educativa: verso un patto diocesano per contrastarla. Comunità, territorio, presente e futuro delle bambine, dei bambini, dei giovani: l’impegno della nostra diocesi".

"Serve una progettazione che parta dalle comunità - scrivono nella nota i promotori del patto educativo -, che riconosca dignità ai territori offrendo spazi di progettazione 'gentile' e aperta a tutti; un  percorso 'popolare' che attiri e renda partecipi i giovani, le famiglie, le donne, gli operatori  pastorali. Che sia rivolto al tempo stesso ai giovani in formazione, i professionisti dei percorsi educativi e ai genitori delle nostre comunità. È un percorso necessario, educativo e allo stesso tempo di liberazione. Occorre tutti insieme occupare i territori, renderli fruttuosi, creando comunità e contrastando con l’attività quotidiana tutte quelle esperienze che tolgono la speranza - continua la nota -. Contrastare la povertà educativa significa contrastare la mafia e la criminalità presente nei territori della nostra terra. Occorre richiamare tutti, anche le istituzioni pubbliche, con il loro ruolo, in questo dinamismo che costruisce legami e dunque costruisce comunità, appartenenza e genera servizi migliori per i giovani. Occorre formare operatori pastorali di prossimità capaci di ricercare il bene comune,  che valorizzano la relazione, il legame con il territorio, la co-progettazione, la  mediazione sociale, la capacità di attivazione e la reciprocità responsabile".

Intanto, tra le prime cose da realizzare, verrà attivato un servizio di supporto alle parrocchie e alle associazioni ecclesiali sui temi educativi con un pronto intervento al fine di individuare le risorse necessarie; previsto anche un percorso di formazione per permettere alle parrocchie e alle associazioni, singole o associate, di leggere i territori, programmare e svolgere al meglio la predisposizione di patti educativi e promuovere concreti percorsi personali.
Tra le testimonianze della giornata, quella di Francesco Di Giovanni, per 35anni impegnato, insieme al suo gruppo di operatori ed educatori, nell'ampio quartiere di Zisa e Danisinni con il centro Tau dell'associazione Inventare Insieme.

"Così come è avvenuto nella nostra esperienza, al centro di ogni nostra attività dobbiamo mettere la cura e la progettazione – ha affermato Di Giovanni -. Progettare insieme significa impegnarsi, ogni giorno, per capire quali strumenti mettere in atto per ridurre e limitare i cosiddetti 'scarti sociali'. Oggi, purtroppo, in tutte le nostre periferie ad essere scartati sono la maggioranza dei giovani. Investire sulla cura dei giovani significa puntare alla cura sostanziale del loro progetto di vita che, partendo già dalla culla, prosegue poi in tutte le altre fasi di crescita fino a quando diventeranno persone adulte. Cura, quindi, come espressione di attenzione, interessamento, accudimento e promozione e non nell'accezione purtroppo comune della ricerca di rimedi come se i giovani fossero solo un problema. Progettazione come pratica attenta a sviluppare processi di continuità, attenti ai veri bisogni e sviluppati nel tempo, capaci di superare la illogicità di interventi emergenziali, frammentati e occasionali. Va ripresa l'idea dei 'villaggi educativi'; va pensata una città fatta di villaggi, comunità educative sviluppate da patti e impegni, capaci di riportare sguardi, orecchie, voci, mani, a servizio dei tantissimi giovani che abbandonano i percorsi scolastici e ai quali affibbiamo il neologismo Neet".

L'incontro è stato seguito dall'arcivescovo Corrado Lorefice. "C'è un comune desiderio di impegnarci insieme, in modo sinergico e corresponsabile - ha sottolineato a margine degli interventi l'arcivescovo -, all'insegna della valorizzazione di tutte le nostre diversità che sono arricchimento reciproco, per elaborare un patto e cioè un'alleanza educativa che risponda alle tante povertà della nostra città. Siamo cittadini del Vangelo che stiamo nella città in tutta la sua bellezza; siamo corpi che assumono altri corpi; il territorio ci appartiene perché il Vangelo è potenza della parola che deve trasfigurare. Rispondere a chi ha bisogno, allora, non significa oggi mettere 'pezze' ma, lontano da forme esclusivamente assistenziali, bisogna sostenere la persona, partendo dai più giovani, nel forte bisogno di costruire autonomia di vita. Non è il momento più delle chiacchiere. Mi auguro che da questo cantiere educativo possano venir fuori idee sagge che cominciano a camminare con i nostri piedi trasformandosi in azioni concrete".

Il gruppo di lavoro per l’elaborazione  della proposta e di coordinamento per le attività connesse è composto da: Caritas diocesana, pastorale sociale e del lavoro, pastorale universitaria, pastorale  giovanile, referenti dell’ispettoria salesiana sicula, della congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza (Opera don Orione), della congregazione dei Poveri Servi  della Divina Provvidenza (Opera don Calabria), dell‘ordine dei Frati Minori Cappuccini della  Provincia di Palermo, dell’associazione Inventare Insieme e dal centro Pedro Arrupe della Compagnia di Gesù in Sicilia.
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