18 gennaio 2014 ore: 12:25
Famiglia

Palermo, uno spazio per bimbi e famiglie al Borgovecchio

Dopo 8 anni di abbandono riapre l'ex asilo Parisi: lo fa la rete del Mic (Mettere in comune) a cui aderiscono oltre 40 associazioni. Claudio Arestivo (Per Esempio onlus): “Sarà uno spazio sociale e ludico per bambini e famiglie”
Marina Sajeva Palermo, l'ex asilo Parisi a Borgovecchio

PALERMO – Dopo 8 anni di incuria ed abbandono la città di Palermo si riappropria dei locali dell’ex asilo Parisi, nel cuore del quartiere storico Borgovecchio. A rendere possibile l’impresa, con in testa l’associazione Arteca onlus e Per esempio onlus, sono stati i volontari delle rete, composta da oltre 40 associazioni, Mic (Mettere in Comune). L’iniziativa, inserita nel progetto culturale più ampio, organizzato, infatti, dalla rete Mettere in Comune” è stata presentata ieri mattina nell’ex asilo Parisi. Per l’occasione è intervenuta l’assessore alla scuola Barbara Evola che ha appoggiato la vertenza promossa da Arteca onlus e Per Esempio onlus che fanno parte della Rete MIC, per la restituzione completa dell’edificio al quartiere. La gente del quartiere ha risposto positivamente all’impegno dei volontari nel recupero di questo immobile abbandonato mettendo a disposizione gli strumenti che aveva. In poco tempo in questo modo è stato possibile ridare di nuovo dignità ad uno spazio chiuso da anni.

Lo spazio, in questa fase iniziale sarà aperto alla collettività fino a oggi con dibattiti e incontri: assemblea plenaria su i “Beni comuni, luoghi comuni e pratiche del comune” con Gilda Farrell (Consiglio d’Europa). Domani mattina si parlerà, invece, di “Pratiche del mettere in comune da altre città” con Ciro Treppiedi (cooperativa Odissea. Co-housing e agricoltura sociale), Andrea Sola (Educare alla libertà, Venezia), Claudio Farina (Spazio Opportunità, Trieste), Roberto Covolo (Ex Fadda, San Vito dei Normanni, Br).

La due giorni è arricchita, inoltre, dagli spazi espositivi, laboratoriali e comunicativi delle pratiche aderenti alla rete. Partecipano e seguono i lavori radio 100 Passi e radio MIC. L’iniziativa è sostenuta, anche, dalla Divisione Ricerca e Sviluppo della Coesione Sociale del Consiglio d'Europa nell’ambito del Progetto “Responding Together”. Subito dopo questi due giorni l’immobile rimane all’interno del suo percorso di riqualificazione, aspettando di essere definitivamente aperto, non appena si completeranno tutte le fasi burocratiche.

“Questo spazio è stato richiesto al comune, in seguito ad una petizione che abbiamo fatto nel quartiere, raccogliendo oltre mille firme – sottolinea Claudio Arestivo dell’associazione Per Esempio onlus -. L’idea è quella di attivare un percorso di partecipazione e di dialogo anche con l’amministrazione, evitando di dare vita a forme di occupazione ma favorendo un interlocuzione che porterà all’assegnazione del bene non tanto alle associazioni ma a tutto il quartiere. L’impegno sociale al Borgovecchio è molto importante e va valorizzato in tutte le forme. In questo momento, come associazione, seguiamo 116, tra bambini e ragazzini, con attività di sport e doposcuola. Non chiediamo nulla al comune in termini economici ma vorremmo quanto meno potere avere gli spazi per ampliare l’offerta e rispondere in maniera efficace anche se non esaustiva alle famiglie del quartiere. Saremmo felici se questo immobile ritornasse ad essere un asilo pubblico perchè il quartiere ne ha un forte bisogno. Intanto inizieremo a riqualificarlo portando le nostre attività di doposcuola e le attività della prima infanzia dell’associazione ‘La casa di tutte le genti’ ma lo apriremo, anche, a tutte le mamme del posto per una loro autogestione”.

“Siamo solo all’inizio di un percorso che ci porterà a verificare insieme alle associazioni come valorizzare nel migliore dei modi questo spazio dedicato ai più piccoli – afferma l’assessore alla scuola Barbara Evola -. Siamo naturalmente consapevoli delle difficoltà e del bisogno anche di dialogo che ci deve essere tra noi e le necessità primarie della gente, espresse dalle associazioni che lavorano nel territorio. Si è innescato un processo culturale e sociale nato tutto dal basso che sicuramente cercheremo di portare a termine insieme”.

“L’idea di riaprire questo spazio significa mettere in pratica il concetto di bene comune – spiega Alessandra Sciurba del Mic -. Si tratta di beni comuni che vanno pienamente riconosciuti e valorizzati in tutte le loro potenzialità e di cui ci si deve riappropriare. Vogliamo dimostrare a questa amministrazione che, a fronte di tante necessità sociali ed economiche fortissime della città, ci sono tanti luoghi ancora chiusi che possono essere riaperti se c’è la volontà di tutti. Siamo riusciti, infatti, a rendere, con grande fatica, nuovamente fruibile uno spazio ritornando a farlo essere accogliente e caldo. Naturalmente si tratta soltanto del primo passo perché siamo dentro una battaglia che stanno portando avanti Arteca e Per esempio onlus a favore del quartiere che ha risposto molto bene. E’ per noi molto importante che oggi un assessore sia venuta a dire che c’è la volontà politica di assegnare l’immobile alle associazioni per restituirla al quartiere. Staremo attenti, quindi, a seguire tutto l’evolversi degli eventi legati ad uno spazio che sta nuovamente ritornando a vivere”.

La rete Mettere in Comune è composta da decine di “pratiche”, attive a Palermo, che si occupano di spazi verdi e orti condivisi; riuso, riciclo e scambio; innovazione sociale e caring (come attività di cura per l'infanzia, per le persone dipendenti e tra le persone tutte, con particolare attenzione all’accoglienza reale dei cittadini e delle cittadine migranti); lavoro (anche e soprattutto cognitivo ed artistico); vivere sostenibile (inteso come bisogno generale di uno stile di vita improntato alla dignità per tutti e tutte, alla sostenibilità ambientale e all’economia di relazione); applicazione e difesa della Costituzione, dei diritti fondamentali e della libertà delle persone. (set)

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