27 giugno 2014 ore: 12:04
Economia

Panchine "double face" che di notte diventano un riparo per senza dimora

L’idea è dell’associazione RainCity Housing di Vancouver. Ogni panchina reca una scritta che invita i senza tetto a ripararsi lì durante la notte e una lista di indirizzi in cui recarsi per trovare un letto dove dormire
Panchine per senza tetto. Iniziativa di RainCity Housing

ROMA – Panchine “double face” che di notte si trasformano in un accogliente riparo per i senza dimora. L’idea è dell’associazione RainCity Housing di Vancouver che, insieme all’agenzia Spring Advertising, ha installato nella città una serie di panchine pensate non solo per dare immediato riparo a chi vive in strada ma anche per indirizzare quanti si trovano in difficoltà verso specifiche strutture che possono offrire loro un letto dove dormire.

Come riportato dal quotidiano online The Indipendent, ogni panchina reca una scritta a caratteri ultravioletti che reagisce alla luce del sole. “Questa è una panchina” è quello che si può leggere durante il giorno, mentre una serie separata di lettere luminescenti emerge di notte facendo comparire un nuovo messaggio: “questo è un letto”. “Qui puoi trovare una casa”, si legge ancora, insieme a una lista di indirizzi dove è possibile recarsi per trovare una degna accoglienza anche per più di una notte.

Bill Briscall di RainCity Housing sostiene che questo non è solamente un modo per dare una mano a quanti si trovano a dormire in strada ma anche un’occasione per aumentare la consapevolezza su una delicata e importante questione come quella dei senza tetto. “Non sappiamo se tutte queste panchine vengono utilizzate – dichiara Bill Briscall al quotidiano The Telegraph – ma in un parco vicino alla mia abitazione vedo ogni mese molte persone trascorrere lì la notte”.

Un’idea, quella dell’associazione canadese, che indirettamente si rivolge a chi aveva pensato di risolvere la questione dei senza dimora installando dei chiodi davanti alle porte di ingresso di alcuni appartamenti di lusso, come accaduto quasi un mese fa a Londra. (Federica Onori)

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