8 luglio 2013 ore: 16:13
Immigrazione

Papa a Lampedusa, il Centro Astalli esprime gratitudine

Afferma il presidente, padre La Manna: “Da oggi i religiosi, i volontari, i rifugiati, tutti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno fatto dell’accoglienza il loro stile di vita si sentono meno soli”

ROMA - Il Centro Astalli esprime “profonda gioia e commozione per la visita e le parole pronunciate da Papa Francesco a Lampedusa”.
”Gli ultimi di cui nessuno parla,  le vittime di guerre ingiuste e di dittature insensate, oggi sono il centro del mondo – precisa padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli – Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati -. La semplicità di un abbraccio, la spontaneità di un sorriso, lo sguardo attento di un uomo in ascolto delle parole emozionate di chi è venuto dal mare e a quel mare è sopravvissuto”.
 
Francesco, per padre La Manna, è “il Papa dai gesti semplici e dalle parole potenti. Niente mediazioni, niente sconti. Ognuno si assuma le proprie responsabilità e ciò che è accaduto fino ad ora a gente disperata in cerca di salvezza non accada più”.
Dopo aver lanciato un pensiero ai migranti musulmani, un augurio per il loro Ramadan, una vicinanza totale, un dolore condiviso, La Manna continua: “Da oggi i religiosi, i volontari, i rifugiati, tutti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno fatto dell’accoglienza il loro stile di vita si sentono meno soli. Grazie Papa Francesco perché la tua presenza e le tue parole danno il senso, ci fanno sperare che un giorno, non troppo lontano, saremo diversi: non più indifferenti, non più ‘innominati’.
Il Centro Astalli si augura che "la presenza del Pontefice rappresenti una svolta decisiva nelle politiche di accoglienza dei migranti e sia motore per un ripensamento immediato della gestione degli arrivi nell’Unione Europea.Il diritto d’asilo trovi finalmente spazio in ragionamenti di respiro, fuori da logiche emergenziali.Si mettano in atto misure coraggiose per risolvere l’eccessiva pericolosità dei viaggi con cui i rifugiati cercano di raggiungere l’Europa".

 

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