21 giugno 2014 ore: 18:30
Giustizia

Papa Francesco “scomunica” i mafiosi: monito contro la criminalità

Oltre 100 mila fedeli hanno partecipato alla messa celebrata nella sipianata di Sibari, in Calabria. “ La ‘ndrangheta è adorazione del male e disprezzo del bene comune. I mafiosi non sono in comunione con Dio, bisogna dirgli di no”
Maria Scaramuzzino il Papa a Sibari

CASSANO ALLO JONIO - “La ‘ndrangheta è adorazione del male e disprezzo del bene comune. I mafiosi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati. Bisogna dirgli di no. La Chiesa deve spendersi perché il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri giovani bisognosi di speranza. Coloro che sono sulla strada del male non sono in comunione con Dio, sono scomunicati”. E’ il forte monito che Papa Francesco ha lanciato davanti ad oltre centomila fedeli calabresi, durante la celebrazione eucaristica presieduta ieri pomeriggio nella spianata di Sibari. Con parole amorevoli, ma ferme e decise, il pontefice ha ribadito che “Non abbiamo altro Dio all’infuori di Gesù che è amore. Quando a questo Dio si sostituisce il denaro – ha affermato il Papa- quando si segue la strada del malaffare, non si adora Dio ma si adora il male. Noi cristiani non vogliamo adorare niente se non Gesù Cristo. Forse non sempre ci rendiamo conto di ciò che significa la nostra professione di fede”.

BOX Per Papa Bergoglio la nostra fede è autentica se ci impegniamo ad adorare e a camminare verso Cristo, cercando di mettere in pratica i suoi insegnamenti. “Oggi lo confessiamo con lo sguardo rivolto al sacramento dell’altare – ha sottolineato ancora Papa Bergoglio - per questa fede rinunciamo a Satana, agli idoli del denaro, del potere, della violenza”. Il Santo Padre si è rivolto alle migliaia di calabresi presenti nell’area della messa come vescovo di Roma. “Sono qui per confermarvi nella fede e nella carità, per incoraggiarvi nel vostro cammino – ha detto il Jorge Bergoglio - Sono qui per dare sostegno ai presbiteri e ai diaconi; perché non vengano dimenticate le necessità dei poveri e degli ultimi”.

Papa Francesco ha incalzato: “Incoraggio tutti voi a testimoniare la solidarietà concreta con i fratelli, soprattutto verso quelli che hanno più bisogno di giustizia, di tenerezza eucaristica, di amore puro. Ci sono tanti segni di speranza nelle vostre famiglie, nelle parrocchie, nei movimenti ecclesiali”. Non è mancato un forte appello ai giovani. “Non lasciatevi rubare la speranza – ha esortato il pontefice - Se adorerete Cristo e camminerete dietro di lui e con lui, la vostra Chiesa crescerà nella fede e nella carità”.

All’inizio della celebrazione eucaristica, il vescovo di Cassano allo Ionio, Nunzio Galantino, ha salutato il Papa ringraziandolo per la sua presenza “in una regione e in un territorio che ha visto uomini e donne spendersi evangelicamente per rendere credibile la Chiesa e vivibile il territorio. Quella che lei incontra qui – ha affermato il vescovo di Cassano rivolgendosi al Santo Padre - è una Chiesa fortemente incarnata nel suo territorio, emblema di grande generosità e di grande impegno come la storia di tutta la Calabria”. Galantino ha poi rimarcato il fatto che la vita degli uomini e delle donne che operano per il bene della Calabria sono ostacolati “dalla malavita organizzata che rallenta i processi di crescita, non solo economici. La ‘ndrangheta – ha asserito il vescovo di Cassano - non si nutre solo di soldi e di malaffare ma di coscienze addormentate e perciò conniventi”. Sempre rivolto al pontefice, il presule ha dichiarato: “Qui trova la Chiesa calabrese disposta a risvegliare queste coscienze; a volte questa Chiesa rallenta il suo passo. Allora la sua presenza qui oggi, serve a rafforzare questo passo”.

La giornata di Papa Francesco in Calabria è stata intensa e ricca di incontri. Questa mattina il pontefice ha fatto visita ai detenuti del carcere di Castrovillari ed ha incontrato i familiari del piccolo Nicola ( Cocò) Campolongo, barbaramente assassinato a soli tre anni. Papa Bergoglio ha poi incontrato anziani e ammalati e ha consumato il pranzo con i poveri della Caritas. Una visita pastorale, quindi, che ha avuto come filo conduttore l’attenzione agli ultimi, alle vittime di quella “cultura dello scarto” che Papa Francesco esecra. La Calabria ha accolto il Vicario di Cristo con grande calore e affetto, deponendo in questa storica visita speranze e desideri, con l’auspicio che davvero questo straordinario evento possa contribuire ad un cambiamento radicale in una regione da sempre afflitta da mali vecchi e nuovi. ( msc)

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