17 novembre 2015 ore: 15:24
Immigrazione

Parigi. Unhcr: non demonizzare i rifugiati, così aumentano xenofobia e paura

L’Alto Commissario Guterres: l’asilo e il terrorismo non sono compatibili l’uno con l’altro. Preoccupazione per la reazione di alcuni Stati che potrebbero fare marcia indietro sugli impegni presi per gestire la crisi dei rifugiati o innalzare nuove barriere
Rifugiati, profughi: fila di donne e bambini

ROMA - L’Unhcr esprime shock ed orrore nei confronti degli attacchi di Parigi e dell’uccisione di così tante persone innocenti. L’Alto Commissario per i Rifugiati, António Guterres, ha espresso la sua solidarietà con il governo ed il popolo francese, così come ha fatto con il governo del Libano in seguito ai recenti attacchi mortali a Beirut. "La stragrande maggioranza di coloro che arrivano in Europa - si legge in una nota -  fugge da persecuzioni o dalle conseguenze dei conflitti che mettono in pericolo la loro vita, ed è incapace di raggiungere la salvezza attraverso vie legali. Anche le situazioni precarie nei paesi di prima accoglienza stanno spingendo molti a partire per l’Europa. Molti fuggono dall’estremismo e dal terrorismo – proprio dalle stesse persone legate agli attacchi di Parigi".

L’Unhcr è "profondamente preoccupato dalla notizia, non ancora confermata, che uno degli attentatori di Parigi potrebbe essere arrivato in Europa con il flusso attuale. L’Agenzia Onu per i rifugiati crede fortemente nell’importanza di preservare l’integrità del sistema d’asilo. L’asilo e il terrorismo non sono compatibili l’uno con l’altro. La Convenzione sui Rifugiati del 1951 è chiara su questo, infatti esclude dal suo ambito di applicazione le persone che hanno commesso crimini gravi". "Fin dall’inizio, - prosegue la nota - abbiamo sollecitato i paesi a mettere in atto immediatamente dei meccanismi efficaci di accoglienza, identificazione e registrazione appena le persone arrivano. Ai rifugiati bisogna garantire protezione e i richiedenti asilo eleggibili devono poter accedere al piano UE di ricollocamento. Il piano di ricollocamento e le altre misure concordate possono migliorare la gestione e la stabilizzazione degli attuali flussi di persone. Queste misure includono piani di sicurezza e l’appropriata registrazione di tutte le persone in fuga".

Ma l'Alto commissariato si dice preoccupato anche "per la reazione di alcuni Stati che potrebbero porre fine ai programmi messi a punto, facendo marcia indietro sugli impegni presi per gestire la crisi dei rifugiati (il programma di ricollocamento), o proponendo di innalzare nuove barriere". Ed esprime profondo sconcerto "per la retorica che demonizza i rifugiati come gruppo. Si tratta di qualcosa di molto pericoloso, -chiarisce - in quanto contribuisce ad aumentare la xenofobia e la paura. I problemi di sicurezza che l’Europa sta affrontando oggi sono estremamente complessi. Non si possono trasformare i rifugiati in capri espiatori, e questi non possono diventare le vittime secondarie di tali tragici eventi. Ciò evidenzia anche il bisogno urgente di espandere significativamente i canali legali, in particolare i programmi di ricollocamento e di ammissioni umanitarie, come alternative ai viaggi pericolosi e irregolari, stroncando nel frattempo il traffico di esseri umani. Garantire la sicurezza delle nostre società e l’integrità dei programmi di asilo in Europa non sono obiettivi incompatibili. Questi sono centrali per mantenere i valori europei fondamentali e per proteggere il diritto a chiedere asilo". 

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