4 agosto 2011 ore: 11:00
Società

Pena di morte, in Europa resiste solo la Bielorussia. La Russia verso l’abolizione

Rapporto di "Nessuno tocchi Caino". Nell’ultimo anno e mezzo giustiziati 5 uomini: nel paese la pena capitale è prevista per 14 reati. Condanna dal Consiglio d’Europa. Anche Russia e Lettonia paesi mantenitori, ma nessuna esecuzione
ROMA - L’Europa sarebbe un continente totalmente libero dalla pena di morte se non fosse per la Bielorussia, Paese che anche dopo la fine dell’Unione Sovietica non ha mai cessato le esecuzioni capitali dei suoi cittadini. Nel 2010, sono stati giustiziati per omicidio 2 uomini e altri 3 sono stati uccisi il 21 luglio 2011. Il dato emerge dal rapporto 2011 “La pena di morte nel mondo” di Nessuno Tocchi Caino, presentato questa mattina a Roma.
 
Il rapporto sottolinea che la pena d morte in Bielorussia è prevista per 14 reati che vanno dall’omicidio a una serie di reati militari e contro la sicurezza dello Stato, ai crimini contro l’umanità. Secondo stime non ufficiali circa 400 persone sono state giustiziate nel paese a partire dal 1991. Dai dati ufficiali, invece, emerge che oltre 160 sentenze capitali sono state effettuate dal 1997 al 2008. In questo periodo un solo condannato a morte ha ricevuto la grazia dal presidente Alexander Lukashenko. Il 23 marzo 2010 il Consiglio d’Europa ha espresso una dura condanna per l’esecuzione di due pene capitali. Il 6 dicembre dello stesso anno il presidente bielorusso, rivolgendosi ai delegati del Quarto congresso del popolo, ha detto che la questione della pena di morte dovrebbe essere riesaminata.
 
Anche la Russia, sebbene ancora paese mantenitore, è impegnata ad abolire la pena di morte in quanto membro del Consiglio d’Europa e dal 1996 rispetta una moratoria legale delle esecuzioni. Per quanto riguarda il resto dell’Europa, a parte la Lettonia che prevede la pena di morte solo per reati commessi in tempo di guerra, tutti gli altri Paesi europei hanno abolito la pena di morte in tutte le circostanze. (ec)
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