30 luglio 2014 ore: 15:26
Immigrazione

Per gli immigrati tasso di disoccupazione doppio rispetto agli europei

I dati Eurostat diffusi oggi. La disoccupazione degli extracomunitari è del 21,2% contro il 10 della media Eu. Doppia anche la percentuale di dipendenti stranieri che lavorano part time rispetto ai cittadini dei paesi in cui vivono
Immigrati seduti in un campo, disoccupazione, crisi

BRUXELLES - Se sei un immigrato e vivi in uno dei ventotto paesi  dell’Unione Europea, hai più del doppio delle probabilità di essere disoccupato rispetto a un cittadino del paese in cui sei andato a vivere. Infatti, secondo le statistiche pubblicate oggi dall’Eurostat, oltre un immigrato su cinque fra i venti e i sessantaquattro anni è disoccupato: il tasso di disoccupazione dei cittadini extracomunitari nei ventotto Stati membri è del 21,3%, contro il 10%  della media europea (i rapporti sono stabiliti paese per paese).

E se fra gli italiani il tasso di disoccupazione nel 2013 era dell’11,3%, fra gli extracomunitari, quelli  che non avevano lavoro nel nostro paese erano il 17,4%.

Per quanto riguarda invece la disoccupazione di lungo termine, cioè i disoccupati da almeno dodici mesi, le cifre sono invece quasi le stesse, anzi il fenomeno riguarda in percentuale leggermente maggiore  i cittadini europei rispetto a quelli extracomunitari. Ma c’è poco da rallegrarsi perché, se fra gli immigrati la quota di disoccupati di lunga durata rispetto al totale dei disoccupati è del 48,6%, per gli europei è del 49,4%. In pratica vuol dire che un disoccupato su due, sia che sia immigrato o no, è senza lavoro da almeno un anno. In Italia, la differenza è ancora più netta, con il 59% degli italiani disoccupati di lungo termine, contro il 51,7% degli extracomunitari.

Anche il tasso di occupazione, fra chi viene da fuori UE, è più basso rispetto a quello dei cittadini dei paesi in cui immigrano (56,1% contro 68,9%). Ma un dato in controtendenza  viene proprio dal nostro paese, dove il tasso di occupazione degli extracomunitari,  è più alto di quello degli italiani (da noi, infatti, gli immigrati occupati sono  il 60,5% rispetto agli italiani, 59,5%). Lo stesso fenomeno accade solo  in altri tre paesi europei: la Repubblica Ceca, Cipro e la Lituania. Invece le maggiori differenze nel tasso di occupazione fra immigrati e cittadini del paese UE di destinazione si registrano in Svezia, con oltre trenta punti percentuali di gap, in Belgio, in Olanda, in Francia e in Germania.

Inoltre i dipendenti extracomunitari lavorano più part time rispetto ai lavoratori del paese in cui vivono  (20,2% per i primi e 12,4% per i secondi) e un lavoro a tempo parziale - dipendente o autonomo che sia - è più frequente fra gli immigrati che fra i cittadini dei rispettivi paesi UE (27,5% contro 18,4%). (Maurizio Molinari)

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