16 novembre 2016 ore: 12:52
Economia

Per i giovani poveri il problema principale è la casa

Milano, quindicesimo Rapporto dell'Osservatorio diocesano delle povertà. Tra gli under 34 che si sono rivolti ai centri di ascolto di Caritas Ambrosiana, 1 su 5 ha chiesto aiuto per risolvere il problema della casa (+11,6% sul 2014. Cresciuto del 21,3% anche il numero dei senza tetto che si sono rivolti al Servizio accoglienza milanese della Caritas
Senza dimora con chiavi di casa in mano - Housing sociale

MILANO - Per i giovani poveri il problema principale è la casa. Tra gli under 34 che si sono rivolti ai centri di ascolto di Caritas Ambrosiana, uno su cinque ha chiesto aiuto per risolvere il problema della casa, in aumento dell'11,6% dal 2014 al 2015. Non solo. È cresciuto del 21,3% il numero dei senza tetto che si sono rivolti al Servizio accoglienza milanese della Caritas. È quanto emerge dal quindicesimo Rapporto dell'Osservatorio diocesano delle povertà, presentato questa mattina, dal titolo "Una casa per tutti. Il disagio abitativo nella diocesi ambrosiana".

La rete dei 370 centri di ascolto di Caritas Ambrosiana sono dislocati a Milano, nella Città Metropolitana, nelle province di Monza, Varese, Lecco e in buona parte di quella di Como. Su un campione di 13.170 utenti di 57 di questi centri e di altri tre specifici servizi (oltre al Sam, il Sai per i migranti e Siloe per la ricerca di lavoro), il 56,2% è senza lavoro, il 53,4% ha difficoltà di reddito, il 17,4% ha il problema della casa. Non di rado i tre problemi gravitano su una stessa persona o famiglia. "In genere sono gli italiani ultracinquantenni a fare più fatica a risalire dal baratro in cui sono caduti - spiega Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana -. Sono anche le persone più impaurite, più esposte ai messaggi xenofobi e populisti. Se finora a Milano non ci sono state guerre tra poveri è grazie alla presenza nei quartieri dei centri di ascolto, delle parrocchie, delle associazioni, che accompagnano le persone in difficoltà".

Chi cade nella povertà, inoltre, sempre più difficilmente si rialza. Tant'è che la metà degli utenti dei centri di ascolto sono tornate per chiedere aiuto per almeno due anni, mentre prima della crisi erano solo un terzo.
Otto anni di crisi hanno cambiato l'identikit degli utenti dei centri di ascolto Caritas. Anche se gli italiani sono ancora una minoranza (poco più di un terzo), il loro numero è cresciuto del 21,6% rispetto al 2008. La metà, compresi gli stranieri, ha tra i 25 e i 44 anni, ma sono in aumento quelli nella fasce 45-54 anni (ora il 23,2%) e 55-64 anni (12%). (Dp)

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