14 marzo 2017 ore: 14:40
Disabilità

Per una terra accessibile? Formare gli operatori a una cultura inclusiva

Il progetto di Anyway Accessalento offre un vademecum con regole di base e un infopoint dedicato. Per un’offerta turistica tarata sulle esigenze, prima ancora delle specifiche disabilità. Stabile: “Non esiste l’accessibilità, ma la valutazione di cosa è idoneo rispetto alle necessità. Non si può improvvisare”
Progetto terra accessibile
Progetto terra accessibile

LECCE - Il  logo rappresenta una bussola particolare, che in corrispondenza dei punti cardinali ha le esigenze di cui ciascuno, turista o cittadino residente, può essere portatore: quella di essere supportato per far fronte ad una disabilità di tipo motorio, uditivo, o visivo, quella di avere ascolto in quanto mamma di un bambino piccolo, o in quanto persona con intolleranze alimentari o allergie specifiche. Vorrebbe essere dunque proprio una bussola di orientamento al territorio salentino il progetto “Terra Accessibile – la rete per lo sviluppo di una cultura sostenibile ed inclusiva” presentato oggi a Lecce nella sua fase conclusiva e concretamente operativa, sviluppato nel corso degli ultimi due anni e finanziato da Fondazione con il Sud grazie al bando volontariato 2013. Il progetto è stato  portato avanti da un ampio partenariato di associazioni del territorio salentino, coordinate dall’odv Anyway Accessalento, soggetto attuatore e responsabile. Obiettivo di fondo insistere fuori da ogni retorica e prima ancora che sul tipo di turismo che viene offerto, su una cultura sostenibile e inclusiva nei confronti della persona che voglia usufruire delle opportunità che il territorio presenta. In questa logica punto cardine del progetto è stata la formazione, per la costruzione di competenze accessibili, rivolta a operatori del turismo e volontari del terzo settore; hanno partecipato in questa prima fase un gruppo di circa trenta persone, con l’intento di acquisire capacità di far fronte a turisti o cittadini in genere con esigenze diverse, conoscere le disabilità. Argomenti chiave del corso dunque sono stati accessibilità turistica e culturale, accoglienza e comunicazione.

“Di fatto l’accessibilità non esiste – ha precisato Diomede Stabile, presidente di Anyway Accessalento – non esiste un luogo accessibile a tutti, esiste la valutazione dell’idoneità, rispetto a certe esigenze, di un luogo o di un itinerario. Spesso manca la formazione, non si può ad esempio improvvisare come si comunica nel modo adeguato”. Ecco perché il progetto ha condotto anche alla realizzazione di un vademecum rivolto ad operatori del settore turistico e a chiunque voglia porsi nell’ottica e nella mentalità giusta: una guida - scaricabile dal sito www.terraccessibile.it – con cui si propone al turismo di cogliere una vera e propria opportunità di sviluppo economico, quella di un’accessibilità che vada oltre le barriere architettoniche, quelle culturali e che si rivolga a tutta la popolazione in genere, che si tratti di persone disabili, anziani, donne in gravidanza, omosessuali e transessuali. Il vademecum, che ben spiega le differenze tra diverse disabilità o possibili condizioni della persona e specifiche esigenze, parla quindi prima di tutto all’operatore turistico per dire che un’accessibilità vera si attua col conoscere l’ambiente in cui si lavora e le principali esigenze dei clienti, col rendere fruibili la propria struttura e servizi, col dare informazioni semplici ed efficaci. Principi che raccolgono le cinque regole di base, indicate e ben sviluppate nella guida, per poter dire “accessibile”: non solo conoscere le differenti tipologie di disabilità ma anche non dimenticare gli elementi chiave dell’accoglienza – ascolto, comunicazione, rapporto umano – e capire che l’accessibilità strutturale non è e non può mai essere un optional. A fare da filtro tra il visitatore e la struttura che dovrebbe accoglierlo è attivo anche un infopoint con numeri e indirizzi email specificamente dedicati (331-3817058  - 333-7375263, info@terraccessibile.it, info@accessalento.it, terraccessibile@gmail.com).

L’infopoint supporterà nel dare informazioni per individuare correttamente la struttura di accoglienza, luoghi, iniziative, eventi accessibili e praticabili in base alla situazione della persona interessata. L’intento ulteriore del progetto – che continuerà a lavorare soprattutto sulla formazione degli operatori e sulla ricerca di bandi che supportino man mano le iniziative – è mettere in rete, in modo organico e strutturato, il lavoro delle realtà che singolarmente già lavorano su questi temi: non solo Accessalento ma anche Arci solidarietà Salento, Caba Lecce (Comitato abbattimento barriere architettoniche), Sos costa Salento, Agedo Lecce (Associazione genitori parenti e amici di persone omosessuali), tutti partner del progetto. Occorre ormai “superare il fatto – ha puntualizzato significativamente Giancarlo De Venuto, vicepresidente  Federalberghi Lecce – che il problema della disabilità sia visto dagli hotel come una palla al piede”. (sm)

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