Persone scomparse, famigliari: "Serve una legge, è un nostro diritto"
Roma - "Le famiglie sperano di risolvere tutto andando a fare una denuncia. Ma una famiglia deve cercarsi i canali per tentare di arrivare ad una soluzione. E chi raccoglie i dettagli utili? E le banche dati? Con quali risorse attuare tutto cio'?". Natalina Orlandi e' la sorella di Emanuela, la giovanissima cittadina vaticana scomparsa nel giugno del 1983 e di cui ancora oggi non si hanno notizie. Ma Natalina Orlandi e' anche la presidente dell'associazione Penelope Lazio, associazione delle famiglie e degli amici delle persone scomparse.
Oggi a Roma, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, "gentilmente messa a disposizione dal presidente Gianfranco Fini, che ringraziamo e che non puo' essere qui presente per impegni", si e' tenuto il convegno "Le famiglie degli scomparsi e il diritto ad una legge". Perche' un testo di legge unificato esiste adddirittura da un anno e deve essere approvato. "Non e' concepibile che un disegno di legge pronto da piu' di un anno, che non ha costi, non possa essere ancora approvato", le parole di Filippo Saltamartini, relatore del testo unico (titolo: "Disposizioni per favorire la ricerca delle persone scomparse"). Saltamartini, impegnato con le votazioni in Senato, si e' trattenuto pochi minuti al convegno: "Ogni giorno ho sollecitato la calendarizzazione del provvedimento e manca solo l'atto finale- dice- quello della commissione Bilancio. Tra le audizioni un ruolo fondamentale lo ha avuto Federica Sciarelli (presente al convegno, ndr), con la sua trasmissione 'Chi l'ha visto?'. Credo che il provvedimento sara' approvato molto presto e aggiungo un elemento: sono funzionario di pubblica sicurezza, mi sono occupato di persone scomparse. Questa legge e' importante, come lo e' l'associazione Penelope che e' stato il pungolo per il relatore in questo caso. Credo che l'attivita' di Penelope non si esaurira' con la legge, il provvedimento produrra' anche dal punto di vista culturale quel risultato che tutti ci auspichiamo".
Saltamartini e' anche "sindaco di un Comune, e credo sia importante allargare la dimensione culturale anche all'attivita' dei Comuni. Quando capitano questi fatti spesso la stazione dei carabinieri o il commissariato di polizia non ha risorse per affrontare queste situazioni. C'e' anche da aggiungere che per la prima volta in Italia una associazione come Penelope, ma anche le altre, hanno contribuito in modo determinante a portare a casa questo provvedimento. Io stesso, che sono anche funzionario dello Stato, ho trovato resistenze anche a livello istituzionale: si ritiene che la ricerca delle persone scomparse sia attivita' secondaria rispetto alle attivita' principali come il contrasto alla criminalita' organizzata o a quella comune. Se un Paese non sostiene in modo adeguato la tutela della persona umana intesa nelle sue varie componenti, credo che i livelli di liberta' e di democrazia vadano a farsi benedire".
C'e' la consapevolezza e il disagio, "e credo che Federica Sciarelli non me ne voglia, che questo problema e' affidato quasi esclusivamente ad una trasmissione televisiva".
Presente al convegno anche Alfredo Mantovano, sottosegretario del ministero degli Interni. "C'e' molto da fare- ha detto-. Parliamo di oltre 25.000 persone scomparse, cerchiamo di capire quali sono le priorita' del momento. Dal 1974 al 31 dicembre del 2009 il censimento di persone da rintracciare fa registrare la cifra di 25.134 unita'. E' una citta'. Per il governo non e' una cifra statistica, e' un insieme di drammi personali".
Fondamentale, per Mantovano e non solo, quelli di incrociare i dati delle persone scomparse con i cadaveri non identificati. "Bisogna mettere in collegamento in modo chiaro i dati identificativi delle persone scomparse con quelli dei cadaveri rinvenuti. I due fenomeni grazie a Dio non si sovrappongono ma hanno collegamenti: l'obbligo di garantire l'identita' del cadavere sconosciuto si collega all'esisgenza di dare una risposta sulla scomparsa di una persona. Il fenomeno cadaveri non identificati non e' stimabile in un numero preciso. Secondo ultimo censimento i cadaveri, al 31 gennaio 2010, sono 829. Ma tutti sappiamo che e' un dato sotto stimato".
Mantovano ha annunciato la creazione del Risc, un sistema informativo integrato: "Questo, il cui nome e' l'acronimo di Ricerca scomparsi, e' un sistema che permettera' di confrontare i dati biologici dei cadaveri non identificati e delle persone scomparse".
"Agguerrita" si dice Elisabetta Pozza Tasca, presidente nazionale di Penelope. Se l'approvazione del testo di legge Saltamartini dovesse ancora slittare si e' detta pronta, come associazione, a manifestare: "Troveremo anche noi un tetto o un angolo di Colosseo dove andare a protestare e dimostrare la nostra sfiducia nelle istituzioni".
(DIRE)