11 agosto 2015 ore: 15:01
Economia

Piano casa. Dai residence ai Saat, Danese: "Così mettiamo fine all’emergenza abitativa"

I residence che ospitavano migliaia di famiglie verranno chiusi e al loro posto saranno assegnati nuovi alloggi. E’ quanto prevede il piano per l’emergenza abitativa a favore degli indigenti della giunta Marino. “Diamo nuova dignità a queste persone e risparmiamo 13 milioni di euro”
Piano casa, condomini

ROMA - Mai più residence dai costi stellari per accogliere le famiglie in difficoltà, buono casa esteso a sfrattati e un piano per l’assistenza alloggiativa. La giunta Marino questa volta ha le idee chiare: dal primo gennaio cambierà il modo di gestire l’emergenza abitativa nella Capitale.

La vera novità è il Saat (Servizio assistenza alloggiativa), che prevede l’assegnazione di 1020 nuovi alloggi distribuiti su tutta la Capitale
. L’assessora alle Politiche Sociali non ha dubbi: “Usciremo da una logica di assistenzialismo. Non ci saranno più residence di 120 appartamenti, ogni famiglia avrà i metri quadrati che le spettano. Riprenderanno in mano la loro vita e saranno incluse nel territorio, avranno una nuova dignità”. Ma l’obiettivo finale è quello di renderle autonome: “Non verranno più distribuiti i pasti, ognuno potrà cucinare quello che desidera. Soprattutto ci sarà una rete formata da servizi sociali e sanitari che non li abbandonerà”. È il cosiddetto Pai (Piano di Autonomia Individuale): ogni nucleo familiare avrà infatti un piano di supporto personalizzato gestito da equipe specializzate.

Per quindici anni, secondo il sindaco Marino, non si è fatto altro che spendere soldi nella gestione dei residence, strutture fatiscenti costruite in periferia in cui erano alloggiate più di tremila famiglie senza alcun servizio. “Ne restano aperti solo tre ma presto saranno chiusi”, afferma Danese. Chi abitava in quei luoghi potrà usufruire dei buoni casa e potrà fare domanda per i nuovi alloggi. Il buono prevede 5.000 euro una tantum e fino a 800 euro mensili per quattro anni (rinnovabili) a copertura del canone d'affitto con l’obiettivo di superare la vecchia politica di assistenza alloggiativa con strumenti mirati all’integrazione sociale e favorire l’accesso al mercato privato. “Sono già 400 le persone che usufruiscono di questi buoni. Complessivamente il Comune spenderà 27 milioni di euro all’anno tra Saat e buoni, rispetto ai 41 milioni di euro investiti nei residence. Il risparmio è di 13 milioni di euro”.

Per Marino, in questo modo, “si azzerano i privilegi di cui hanno goduto per anni i proprietari di queste strutture che erano dei veri e propri lager di povertà. Il denaro risparmiato sarà reinvestito nel sociale”.  Ci saranno poi delle verifiche serrate per certificare il reale patrimonio di chi fa domanda. “Molte persone che vivevano nei residence non ne avevano diritto”, afferma Danese, “questo è uno schiaffo a chi paga le tasse, ai cittadini di Roma”. Più controlli anche per chi occupa abusivamente le case: nel 2013 ottocento persone sono state denunciate per occupazione abusiva di alloggio e ogni anno centinaia di case passano di mano in maniera illegale, subaffittate o vendute. La giunta Marino si impegna anche a velocizzare i tempi per l’assegnazione di una casa popolare: la lista d’attesa ha raggiunto quota 30 mila.

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