16 gennaio 2019 ore: 14:09
Economia

Piano freddo: a Bologna accolte 318 persone in 40 giorni. In 15 non accettano aiuto

Da metà gennaio a disposizione 12 posti letto in più grazie alla Comunità di Sant'Egidio. La rete di accoglienza per le persone senza dimora conta su 273 posti in totale che arrivano a 313 in caso di allerta gelo. Tante le segnalazioni alla casella mail: il 60% riguarda persone già conosciute dai servizi
Emergenza freddo: senza dimora su panchina

BOLOGNA – Nei primi 40 giorni di attivazione del Piano freddo del Comune, realizzato da Asp Città di Bologna, sono 318 le persone accolte dalle strutture e nelle parrocchie coinvolte (286 nelle strutture e 32 nelle parrocchie). Una quindicina quelle che non accettano aiuto. La maggior parte delle persone accolte proviene da Paesi extraUe (53%) e ha un'età compresa tra i 45 e i 64 anni (45%). Gli anziani sono una minoranza: per loro il Piano freddo prevede il monitoraggio in strada e l'accoglienza. Sono 15 quelli accolti nelle strutture tempeanee e per loro è prevista la presa in carico del Servizio sociale territoriale. A questi si aggiungono gli anziani (circa 20) accolti nel resto della rete dei servizi di contrasto alla grave emarginazione adulta: una parte è accolta nei servizi di housing first e nelle strutture di accoglienza che prevedono una modalità di ospitalità improntata ai bisogni individuali e la permanenza senza limiti di orario.

Dalla metà di gennaio sono disponibili altri 12 posti letto per le persone senza dimora grazie alla Comunità di Sant'Egidio: in totale, quindi, la rete può contare su 273 posti in totale, che diventano 313 nei periodi di allerta gelo. Dall'avvio del Piano sono state 2 le allerte neve/gelo dichiarate da Protezione civile e Arpa: durante la prima a metà dicembre sono stati aggiunti 35 posti letto, mentre durante la seconda, in corso dal 3 gennaio, ne sono stati aggiunti 40. Sono 8 le strutture, gestite dal Consorzio Arcolaio, che accolgono le persone durante il Piano freddo: Casa del riparo notturno Massimo Zaccarelli (e il Capannoncino seguito da Piazza Grande), il Rifugio notturno e Fantoni (OpenGroup), Casa Willy, Centro Beltrame e Villa Serena (Società Dolce), i moduli abitativi in via del Lazzaretto (Piccola Carovana), il Centro Rostom (Piazza Grande). Sono 6 le parrocchie coinvolte: Sant'Antonio da Padova, San Bartolomeo della Beverara, Sant'Andrea di Bondanello, Santa Rita, San Domenico di Savio, Capanna di Betlemme.

Tra le novità di quest'anno c'è l'attivazione di una casella di posta elettronica (instrada@piazzagrande.it) per le segnalazioni dei cittadini sulle persone che vivono in strada. Come segnala il Comune, “la casella email è stata molto utilizzata”. Sono 280 le email arrivate, il 60% riguarda persone già conosciute dai servizi. “Le segnalazioni sono state molto utili anche perché alcune delle persone segnalate dai cittadini sono in strada in orari diversi rispetto a quelli in cui si muovono gli operatori. Ad esempio, si è riusciti ad accogliere una persona che sostava in via Marco Polo poiché il servizio mobile si è recato sul posto nella fascia oraria molto ristretta, dalle 2 di notte alle 6 del mattino, in cui la persona era presente”. Da quest'anno, inoltre, l'Help Center è mobile e non più al binario 4 del piazzale Est della stazione): gli operatori sono in strada in orari variabili durante il giorno, intercettano le persone e le segnalano alle strutture. Quelle più fragili vengono accompagnate fisicamente nelle strutture.

Molto forte la rete di volontariato che lavora nelle strutture per i pasti. Tra coloro che durante la settimana prestano il loro tempo per distribuire i piatti caldi alle persone accolte ci sono studenti universitari e volontari di diverse realtà tra cui Parrocchia Cristo Re, Caritas, Azione Cattolica, Parrocchia Granarolo dell'Emilia, Parrocchia Sant'Antonio di Savena, Parrocchia Sacra Famiglia, Parrocchia San Gioacchino, Parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa, Agenzia ADRA (Chiesa Aventista), Opere di Misericordia, Parrocchia San Francesco d’Assisi di San Lazzaro di Savena. Durante il giorno le persone accolte possono partecipare ai Laboratori di comunità (due quelli attivi): ogni giorno 15-20 persone partecipano alle attività organizzate al loro interno. (lp)

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