18 ottobre 2016 ore: 10:18
Non profit

Più fondi per la cooperazione, ong soddisfatte: "Destinarli alla società civile"

E' positivo il commento del direttore della Focsiv Ascani sulla legge di stabilità: "L'incremento era previsto nella programmazione triennale ed è positivo che nonostante altri problemi come il terremoto, l'impegno sia stato mantenuto. Ora bisognerà vedere come verranno ripartiti questi fondi"
Cooperazione. Donna di colore

ROMA - "L'aumento dei fondi per la cooperazione internazionale era stato promesso dal governo e l'impegno è stato mantenuto nella legge di stabilità, che prevede un incremento di 120 milioni". E' soddisfatto Attilio Ascani, direttore della Focsiv - federazione di oltre 70 ong - che commenta: "Ora bisognerà vedere come verranno ripartiti questi fondi, noi ci auguriamo che vengano raddoppiati quelli per la società civile".

La cooperazione internazionale si suddivide in quattro filoni: i contributi obbligatori all'Unione europea, alla Banca mondiale ed ad altre istituzioni; programmi a gestione diretta; programmi multilaterali volontari (ad esempio il Fondo per l'Aids, Tbc e malaria) e infine i finanziamenti a progetti della società civile. E' quest'ultima voce quella che le ong vorrebbero veder incrementare visto che negli anni ultimi anni si è ridotta sempre di più.

"L'incremento era previsto nella programmazione triennale - spiega Ascani - ed è positivo che nonostante altri problemi come il terremoto, l'impegno sia stato mantenuto. Questo è positivo, perchè  la cooperazione internazionale  non è la vittima sacrificale rispetto ad altre questioni che pure ci sono. E' anche vero che siamo lontani dagli impegni su scala internazionale che l'Italia dovrebbe raggiungere".

"In un incontro informale di qualche tempo fa con le ong, il viceministro Giro ha detto che nel 2017 anche grazie a questo incremento, i fondi per i progetti della società civile arriveranno a 50 milioni che rappresenterebbe un raddoppio rispetto all'annualità in corso". Un dato incoraggiante, anche se "siamo  lontani dai tempi in cui i fondi erano tre volte di più, ma parliamo di 10 anni fa".  

Per quanto riguarda il peso della cooperazione internazionale italiana nel contesto internazionale, "la novità è che l'Italia quest'anno ha speso un miliardo per l'accoglienza dei profughi e una parte importante di questi fondi verranno rendicontati come cooperazione allo sviluppo, questo farà fare un balzo al nostro paese sul volume di cooperazione, anche se di fatto non si tratta di investimenti nei paesi di origine. Il fatto di rendicontare gli aiuti ai profughi come cooperazione è comunque  una tendenza che si sta affermando in tutta Europa". Dunque, "nel 2017 avremo l'incremento dei fondi per le ong e in più la crescita degli aiuti per i profughi: questo di certo riposizionerà il peso della cooperazione italiana in Europa".

"Il viceministro Giro - conclude Ascani - ha detto anche di voler aumentare la cooperazione con i paesi dell'Africa occidentale dal punto di vista delle relazioni diplomatiche. Di recente sono state aperte tre nuove ambasciate (in Niger, a Niamey, in Guinea, a Conakry, e nella Repubblica Dominicana, a Santo Domingo, negli ultimi due casi si tratta di riaperture ndr.) : questo è un modo di vedere lo sviluppo futuro della cooperazione in Africa". 

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