25 febbraio 2014 ore: 12:49
Giustizia

Pizzo, Sos Impresa: “Cambia pelle, ma non va mai fuori moda”

Oltre 6.500 le denunce in tutt’Italia nel 2012. Primo posto per la Campania, al secondo la Lombardia. Costruzioni, supermarket e ristorazione i settori interessati, ma cambiano le modalità di riscossione
Usura, scambio di soldi

ROMA – In Italia il pizzo “non va mai fuori moda”: si paga una tantum, alle feste comandate, in base alla tipologia di negozio, ai metri quadri o addirittura in relazione alle vetrine, ma nonostante le campagne di sensibilizzazione e l’aumento delle denunce il racket è ancora realtà. È quanto dimostrano i dati della Direzione investigativa antimafia (Dia) sulle denunce per estorsioni in Italia resi noti da Sos Impresa durante la Convenzione nazionale delle associazioni antiracket e antiusura in corso a Roma. I dati mostrano una lieve crescita nazionale delle denunce, arrivate a 6.512 nel 2012, contro le 6.451 del 2011 e le 5.688 del 2010. Tuttavia, sebbene negli ultimi anni i dati evidenzino un aumento, ad oggi il picco è stato registrano nel 2008 con 6.646 denunce. Primo posto per denunce, la regione Campania, con 1.050 casi denunciati (nel 2011 erano 1.070). Secondo posto per la Lombardia, dove le denunce sono passate dalle 608 del 2004 alle 857 del 2012. Anche in questo caso si è registrata una lieve flessione rispetto al 2011, quando le denunce sono state 873. Al terzo posto Sicilia e Puglia, con 661 denunce, poi la regione Lazio con 649 denunce. Quinto posto per il Piemonte, con 412 denunce nel 2012. Il comparto delle costruzioni resta il terreno più fertile per questo tipo di reato, spiega Sos Impresa, “così come i supermercati e gli autosaloni e tutte quelle attività intorno alle quali ruota una vasta clientela e che fanno della tranquillità un fattore di successo: bar, ristoranti, discoteche e pubblici esercizi”. Per l’associazione antiracket di Confesercenti, nonostante i dati, il fenomeno estorsivo “non è per nulla arretrato, ma si è trasformato, assumendo forme e connotati diversi”. Come la diminuzione della rata del pizzo contro l’assunzione di una persona imposta, oppure accettando di comprare da determinati fornitori o di inserire nella propria attività slot e videopoker taroccati. (ga)

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