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8 maggio 2015 ore: 14:20
Economia

Poletti: sì al reddito minimo, ma servono più risorse

Il ministro: a partire dalle proposte di legge in Parlamento e dai modelli delle associazioni definire le caratteristiche di una "strumentazione possibile" che si può chiamare reddito di inclusione attiva, di inclusione sociale o di dignità
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Roma - Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti dice sì alla proposta di reddito minimo universale, avanzata a Cosenza da Area riformista, ma spiega "servono piu'' risorse" e non si puo'' rinunciare agli ammortizzatori in deroga. "Questa misura - dice Poletti in videocollegamento con Cosenza dove Area Riformista tiene il seminario sul reddito minimo - deve essere discussa e dobbiamo muoverci nella direzione di avere una strumentazione di contrasto alla povertà per produrre una condizione dignitosa di vita per i nostri cittadini". A partire dalle proposte di legge depositate in Parlamento, così come dai modelli avanzati da associazioni e organizzazioni di volontariato, aggiunge il ministro, si possono definire le caratteristiche di una "strumentazione possibile" che si può chiamare reddito di inclusione attiva, di inclusione sociale o di dignità: dovrebbe avere in primo luogo carattere di universalismo, superare cioè la categoria  realizzata fino ad ora". C'è bisogno, poi, di fissare "la soglia a cui riferirsi" e a tal fine bisogna "connettere da una parte elementi di valutazione del reddito Isee con altri strumenti". 

Poletti ammette che allo stato non si è nella "condizione di fare seriamente un'ipotesi che immediatamente affronti questo problema. C'e' bisogno, quindi, di costruire un percorso che comporti anche un adattamento progressivo. Si tratta di processi difficili, che non sono perfetti in partenza ma hanno bisogno di un autoadattamento, di imparare facendo".

Da definire anche dimensione familiare, durata e condizionalità. "Verificando, attraverso dei vincoli di tempo, se si è raggiunto il risultato di portare una persona fuori da una determinata condizione visto che non si puo'' tornare alle logiche dell''assistenzialismo". Infine, aggiunge Poletti, deve trattarsi di "una misura attiva, un patto di comunita'', non possiamo immaginare trasferimenti diretti di reddito ma progetti di presa in carico. In questa situazione c''e'' un livello essenziale che e'' quello del territorio". Infine il capitolo risorse: "Bisogna nello stesso tempo dare una destinazione piu'' efficiente a risorse a disposizione su questo versante", dice il ministro riferendosi a "una serie di strumenti, di bonus, alla social card che nell''arco del tempo si sono depositati. Vanno condivisi dentro un piano nazionale di lotta alla poverta'' e pieno efficientamento. Il secondo obiettivo e'' che servono piu'' risorse. Non bastano quelle disponibili". (DIRE)

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