17 luglio 2015 ore: 14:35
Immigrazione

Ponte Mammolo, martedì l’incontro per dare una sistemazione ai migranti

Le venti persone che ancora dormono all’aperto dopo lo sgombero del campo incontreranno l’assessore alle Politiche sociali di Roma Francesca Danese. La decisione è arrivata questa mattina dopo che la comunità eritrea aveva manifestato sotto al Dipartimento
Sgombero Ponte mammolo 2015. Tenda

Roma - Una ventina di rifugiati eritrei hanno manifestato questa mattina sotto la sede del Dipartimento delle Politiche Sociali di Roma per chiedere un posto dove dormire dopo lo sgombero dal campo di Ponte Mammolo e la distruzione delle loro baracche. A distanza di due mesi, infatti, nonostante le promesse del comune, continuano a vivere all’aperto nel parcheggio della stazione. Questa mattina hanno strappato la promessa di un incontro con l’assessore alle Politiche Sociali Francesca Danese che si terrà martedì prossimo.

- A fine giugno i migranti avevano inviato una lettera al sindaco Ignazio Marino, a Francesca Danese e al prefetto Franco Gabrielli ma non avevano ricevuto risposta: “Il comune di Roma ha distrutto quel poco che avevamo buttandoci per strada. Siamo persone, non numeri. Abbiamo una storia e una dignità da conservare. Quindi, per favore, trattateci nel rispetto delle leggi italiane ed internazionali e dei diritti umani. Chiediamo un posto dove vivere ma anche la soluzione dei problemi legati al rinnovo dei nostri permessi di soggiorno. Senza un indirizzo di residenza, le questure negano il rinnovo”, avevano scritto.

Così, oggi è arrivata la decisione di manifestare direttamente sotto l’assessorato. A maggio venti dei migranti che abitavano stabilmente il borghetto di via delle Messi d’Oro erano stati trasferiti nella sede dell’Esercito della Salvezza, nell’ala destinata ai senza dimora dove attualmente dormono duecento persone. Anche loro si sono uniti al sit per chiedere una sistemazione adeguata per i loro compagni che continuano a dormire nelle tende regalate da privati cittadini davanti al campo distrutto. Erano presenti anche alcuni residenti del quartiere che ogni giorno portano loro cibo e sostegno. A fine giugno il comune aveva promesso loro un alloggio nel quartiere Alessandrino, in una struttura che però non è ancora disponibile. Martedì finalmente l’incontro in cui il Comune forse deciderà di dare loro una sistemazione alternativa. 

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