3 settembre 2012 ore: 14:27
Non profit

Possono le Paralimpiadi cambiare l’approccio verso la disabilità? “Evento unico, ma non bastano 11 giorni…”

Un dibattito inglese, ma non solo. Il “Guardian” ospita un confronto tra i giornalisti Alez Brooker (Channel 4) e Jody McIntyre, autore tra l’altro del blog “Life on Wheels blog”. Ottimista il primo, realista il secondo
Cip - Comitato italiano paralimpico Paralimpiadi: Londra 2012. Simbolo

Paralimpiadi: Londra 2012. Simbolo

LONDRA - Giochi paralimpici e opinione pubblica. L'Inghilterra si interroga sulla portata e sulle ricadute sociali della manifestazione. Cambieranno le Paralimpiadi le attitudini nei confronti della disabilità? Se lo chiede il “Guardian” (http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/sep/01/will-paralympics-change-attitudes-disability), che proprio in occasione delle Paralimpiadi ospita sul proprio sito gli interventi di 2 giornalisti, peraltro disabili: Alez Brooker (giornalista di Channel 4) e Jody McIntyre, autore tra l’altro del blog “Life on Wheels blog”.
Nel dibattito, in particolare, ci si chiede se i giochi riusciranno a lasciare in eredità un cambiamento nel modo in cui vengono trattate le persone disabili in Gran Bretagna. Secondo Brooker, “le Paralimpiadi cambieranno la percezione della disabilità nel Paese”. E uno dei motivi principali è che prenderà atto della disabilità un pubblicopiù grande, forse mai avuto in queste proporzioni. “Channel 4 trasmetteoltre 500 ore di trasmissione in diretta per i nove giorni di gare – ha aggiunto -, e milioni di persone si ritrovano a guardare le Paralimpiadi in Tv per la prima volta. Le Paralimpiadi fannopresa sul pubblico e il pubblico si abitua a vedere persone disabili. Vedranno che sono proprio come tutti gli altri e che​​è possibile per loro ottenere risultati incredibili. Lo sport è un ottimo strumento per unire le persone. A seguito di questi Giochi – ha aggiunto -, sono certoci saranno persone che non guarderanno a una persona disabile in un modo nuovo”.

Meno ottimista è parso Jody McIntyre, secondo il quale “i Giochi Paralimpici sono un evento estremamente positivo, una possibilità per le persone disabili di tutto il mondo per mostrare il loro talento sportivo. Tuttavia le Paralimpiadi si svolgono ogni 4 anni. Non c’è bisogno di accendere il televisore per ‘abituarsi’ a vedere le persone disabili! Si può semplicemente fare un passo fuori casa e vedere che le persone in sedia a rotelle sono in giro, assieme a persone con cani guida e persone con arti mancanti”. Insomma, per McIntyre “non è il risultato sportivo che determinerà l’opinione della nazione sulle persone con disabilità nel loro insieme, e così infatti non dovrebbe essere. Né ogni persona con disabilità sarà un campione paralimpico. Ma ciò non toglie che sia un essere umano unico, con competenze che vanno valorizzate. Invece, purtroppo, viviamo in una società in cui le persone disabili sono fortemente discriminate”.

“Gli atteggiamenti nei confronti dei disabili sono cambiati, stanno cambiando e cambieranno anche in futuro. Tuttavia questo  non è un processo che si svolge durante gli 11 giorni di una manifestazione sportiva… - ha aggiunto -. C'è una differenza tra il vedere le persone disabili e il sentirsi abbastanza sicuri di entrare in contatto con loro (…). Fintanto che viviamo in una società in cui ci sono gli interessi di una minoranza sopra quelli della maggioranza, ci sarà discriminazione nei confronti dei disabili,  ma anche nei confronti delle ragazze madri, dei neri, dei musulmani. Dicono che i risultati delle prossime elezioni daranno una risposta alle mie preoccupazioni. Ma, come è sempre più evidente, c’è poca differenza tra i maggiori partiti politici in Inghilterra. Tutti appoggiano i tagli, tutti appoggiano l’entrata in guerra, che rende disabili gli uomini e le donne di altri Paesi. Voglio vedere un futuro in cui le persone disabili avranno la possibilità di accedere allo sport. Non voglio vederlo solo fino al 9 settembre…”. (daiac)
 
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