17 ottobre 2018 ore: 14:30
Economia

Povertà, Acli: ecco la app "Roma che serve", cibo a più fragili con un click

Una nuova applicazione, totalmente gratuita e scaricabile da oggi su ogni tipo di smartphone e tablet, che da un lato semplifica le donazioni di cibo da parte delle realta' produttive a favore delle associazioni caritatevoli che sostengono...

ROMA - Una nuova applicazione, totalmente gratuita e scaricabile da oggi su ogni tipo di smartphone e tablet, che da un lato semplifica le donazioni di cibo da parte delle realta' produttive a favore delle associazioni caritatevoli che sostengono i piu' poveri, e dall'altro lato permette a chi vive situazioni di bisogno di scoprire a Roma e provincia dove possono rivolgersi per trovare da mangiare, un letto per dormire o un posto per lavarsi valorizzando la rete di enti che fattivamente ruotano attorno al progetto offrendo anche servizi primari. Si tratta di 'Roma che serve', l'app presentata oggi dalle ACLI di Roma e provincia presso il Centro Agroalimentare di Roma e che nasce nell'ambito del progetto di recupero alimentare 'Il cibo che serve', finanziato dalla Regione Lazio.

Alla presentazione di questa mattina ha portato i saluti di benvenuto Valter Giammaria, presidente del CAR. Sono poi intervenuti: Lidia Borzi', presidente delle ACLI di Roma e provincia, Alessandra Troncarelli, Assessore Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali della Regione Lazio, Don Benoni Ambarus, direttore della Caritas diocesana di Roma, Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del CAR. Le funzionalita' dell'app sono state presentate da Paolo Frusone, responsabile progetti Mediaera srl.

Il progetto 'Il cibo che serve' delle ACLI di Roma permette alle realta' produttive che hanno eccedenza di cibo di donarlo a quelle realta' solidali che invece desiderano riceverlo per promuovere azioni di contrasto alla poverta'. Un circuito di solidarieta' che da giugno 2018 ha gia' permesso il recupero di 4.000 kg di ortofrutta e nel corso dell'anno di 30.000 kg di pane. La nuova app 'Roma che serve' rendera' ancora piu' facile l'incontro fra chi desidera donare e chi vuole ricevere cibo. Inoltre, avra' una sezione dedicata che indichera' su una mappa i luoghi di solidarieta' di prossimita' a cui le persone in difficolta' possono rivolgersi per ricevere un sostegno e un aiuto.

'Il cibo che serve', pero', intende rimanere un progetto concreto, radicato sul territorio, e proprio per questo oltre alla app 'Roma che serve' verra' inaugurato questa settimana anche un presidio solidale (il secondo, dopo quello gia' attivo al Centro Agroalimentare di Roma) presso la parrocchia San Paolo della Croce, in via Poggio Verde 319, a Corviale. Questo presidio sara' un punto di distribuzione per il cibo e il pane recuperati, ma anche un luogo di esigibilita' dei diritti volto a favorire l'inclusione attiva, con consulenze, assistenza socio-sanitaria, e sportelli di sostegno psicologico. Sara' attivo ogni martedi' dalle 16 alle 18. Entro il mese di dicembre, inoltre, i presidi solidali del progetto 'Il cibo che serve' diventeranno sei su tutto il territorio romano.

La presentazione dell'app 'Roma che serve' si e' tenuta al Centro Agroalimentare di Roma poiche' fin da subito questa grande realta' produttiva ha sposato il progetto delle ACLI di Roma, mettendo a disposizione gran parte del cibo che ogni giorno rischia di diventare scarto all'interno del mercato. Le ACLI di Roma, inoltre, dopo aver aperto presso il CAR il primo presidio solidale del progetto, hanno anche preso in custodia la Cappella del mercato dedicata a Maria Regina della Pace, riaprendola dopo 10 anni.

"Un progetto che va oltre il recupero del cibo e del contrasto alle poverta' - dichiara Lidia Borzi', presidente delle ACLI di Roma e provincia - in quanto mira anche a ri-animare la comunita' per costruire coesione sociale. Questo ambizioso ma entusiasmante obiettivo e' raggiungibile grazie alla rete che aderisce al progetto composta da tutti i protagonisti che concretamente hanno la corresponsabilita' di agire la sussidiarieta' circolare. Il progetto infatti produce un effetto moltiplicatore di solidarieta' in quanto aiuta e sostiene gli enti caritatevoli che ogni giorno sono al fianco degli ultimi, avendo come valore aggiunto la presenza e la collaborazione di Istituzioni, societa' civile, terzo settore, mondo dell'imprenditoria e agenzie educative come la scuola, l'universita' e le parrocchie. Una rete che si basa sulle relazioni vive che non si fermano al virtuale, ma si concretizzano nel lavoro di ogni giorno al fianco dei piu' fragili attraverso un modello di azione sociale che, partendo dal fornire risposte immediate all'emergenza, mette al centro la dignita' della persona puntando all'inclusione attiva". (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale

in calendario