15 aprile 2015 ore: 14:37
Welfare

Povertà, con il reddito minimo fino a 600 euro al mese. Pd presenta proposta

Iniziativa di Enza Bruno Bossio e di Cecilia Guerra: a regime i beneficiari avrebbero un assegno mensile tra i 500 e i 600 euro. "Per il governo la povertà è il tema prioritario". La presentazione a Cosenza l'8 maggio
Reddito minimo, povertà: mano con euro

Roma - Il Pd promuove il reddito minimo garantito. Per iniziativa di Enza Bruno Bossio e di Cecilia Guerra, parlamentari dem di Area Riformista, i Democratici presenteranno una proposta di legge che introduce uno strumento universale di welfare. La presentazione avverrà a Cosenza, l'8 maggio, alla presenza, oltre che del capogruppo Pd Roberto Speranza, con ogni propabilità anche del ministro Giuliano Poletti e del responsabile economia Filippo Taddei. "E' quanto mai avvertita l'esigenza di un welfare universale. Gli strumenti in vigore oggi sono costosi e in una certa misura iniqui perchè coprono solo chi proviene da una situazione lavorativa, o da condizioni peculiari come l''inabilita'' al lavoro. Intere fasce di popolazione in condizione di poverta'', in aumento purtroppo, sono tagliate fuori", spiega Bruno Bossio alla Dire, a margine del convegno ''Portare avanti quelli che sono rimasti indietro'', organizzato dalla Uil e dalle fondazioni Nenni, Bruno Buozzi e Friedrich Ebert.

Oltre a questo, sottolinea la deputata dem, "si tratta di un welfare costoso, 23 miliardi secondo alcune stime, e inefficace, visto che non risolve povertà e disoccupazione". Di qui la proposta di un "reddito minimo garantito, legato a una serie di condizioni, prima di tutto economiche, e finalizzato a consentire un''esistenza dignitosa. A regime i beneficiari avrebbero un assegno mensile tra i 500 e i 600 euro. Si tratta, poi, di una soluzione che prevede la disponibilita'al lavoro degli interessati, e dunque va nel senso di far aumentare l'occupazione produttiva, con investimenti pubblici e in particolare quelli innovativi".

Quanto alle fonti di copertura, Bruno Bossio chiede di evitare di collegare il reddito minimo all'uso del tesoretto, individuato dal governo in sede di redazione del Def. "Dovremmo chiederci piuttosto- spiega- quanto uno stato moderno può spendere per un welfare universale. A regime questo costerebbe secondo le nostre stime circa 7 miliardi più del fabbisogno attuale. Anche prima di avere la piena disponibilità di questa somma, bisogna introdurre una misura che trasformi gradualmente gli attuali sussidi corporativi in un sussidio universale". 

La proposta delle deputate dem raccoglie il plauso del governo, rappresentato al tavolo del convegno dal sottosegretario Sesa Amici. "L'ineguaglianza è diventata insopportabile. Sono convinta come la collega Bruno Bossio della necessità di un reddito minimo e non di cittadinanza, perché il welfare non è solo sopravvivenza, è anche tutela della dignità delle persone". Il sottosegretario condivide l'invito a non partire dalla destinazione del tesoretto per affrontare un tema che richiede una logica di sistema. "Qui sono in gioco scelte di priorità, e la politica, come si dice, deve fare i compiti a casa. Chiedersi a chi dare il tesoretto è un modo sbagliato per affrontare un tema molto serio. In sintesi: serve un ragionamento che non parta dalla frammentazione delle risorse. Per il governo la povertà è il tema prioritario". (DIRE)

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