11 aprile 2024 ore: 12:35
Società

Povertà educativa: 50 milioni di euro per le zone d’Italia a più alta vulnerabilità sociale

Prende il via l’iniziativa promossa dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che destinerà 50 milioni di euro per creare e sostenere le prime 15 “aree socio-educative strategiche” nelle zone d’Italia a più alta vulnerabilità sociale. Le regioni interessate all’iniziativa sono ad oggi Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna
Scuola, minori di spalle con zainetti - SITO NUOVO

Prende il via l’iniziativa promossa dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che destinerà 50 milioni di euro per creare e sostenere le prime 15 “aree socio-educative strategiche” nelle zone d’Italia a più alta vulnerabilità sociale, con l’obiettivo di creare un modello replicabile, con azioni di sistema possibili grazie all’alleanza virtuosa tra pubblico, privato e privato-sociale.
L’impegno è far sì che gli interventi promossi a seguito di questa iniziativa diventino delle esperienze stabili all’interno del sistema pubblico, veri e propri modelli a cui far riferimento per le azioni volte al contrasto della povertà educativa, sociale e relazionale di bambini e bambine nei territori più a rischio.

Si lavorerà per la realizzazione di centri territoriali rivolti ai bambini di età compresa tra 3 e 14 anni e alle loro famiglie per il supporto e il sostegno socio-educativo extrascolastico, per favorire il protagonismo giovanile attraverso la realizzazione di spazi di aggregazione e l’educativa di strada, per dare ai bambini l’accesso a opportunità culturali, artistiche e sportive. Ci saranno anche interventi a sostegno dei genitori particolarmente fragili, servizi di ascolto psico-pedagogici rivolti a preadolescenti e adolescenti, da realizzare nelle scuole, biblioteche, presso centri sportivi o parrocchiali. Infine, iniziative di rigenerazione urbana per progettare e costruire nuovi spazi di convivenza.
Le regioni interessate all’iniziativa sono ad oggi: Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna.

“Il Terzo settore rappresenta un presidio sociale insostituibile nelle zone più soggette a povertà educativa - ha dichiarato Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo settore -. “Ecco perché il suo coinvolgimento, in fase sia di definizione degli obiettivi che di realizzazione di politiche di contrasto a questo fenomeno è quanto mai cruciale. L’iniziativa che lanciamo oggi dovrà segnare la strada di una nuova governance, di una collaborazione strutturale con istituzioni, Fondazioni di origine bancaria, enti locali e tutte le realtà dei territori per far nascere comunità educanti che offrano opportunità di cultura, aggregazione e crescita sana alle giovani generazioni”.

Gli interventi continuativi e in futuro sostenibili e replicabili altrove che saranno sostenuti hanno come obiettivi il potenziamento delle cure genitoriali e del saper educare da parte dei genitori, dei nuclei familiari e della intera comunità adulta. Un impegno che prosegue con il sostegno educativo durante i primi anni di vita, da zero a sei anni, e l’azione intensiva per assicurare l’apprendimento in alleanza con scuola e formazione professionale, ma anche l’allestimento di luoghi di qualità dedicati a iniziative di aggregazione, di ascolto e sostegno socioeducativo, di promozione dello sport e della cultura, con una forte attenzione ai temi della prevenzione e del contrasto delle dipendenze, della violenza e della criminalità. Si realizzerà in questo modo una forte complementarità e il necessario coordinamento con le altre iniziative definite nell’ambito del PN Inclusione sociale e Lotta alla povertà 2021-2027 FSE+, del Piano di azione Nazionale per la Garanzia Infanzia (PANGI) e del Piano Nazionale degli interventi e dei servizi sociali del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Sarà costituita una cabina di regia nazionale con un ruolo di consultazione e di raccordo permanente all’interno della rete della protezione e dell’inclusione sociale che comprenderà il soggetto attuatore Con i Bambini, la competente Direzione Generale del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l’Anci e il Coordinamento delle Regioni e di tutte le altre autorità nazionali coinvolte nella costruzione dell’indirizzo tecnico all’iniziativa. “Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile darà un contributo importantissimo reso ancora più prezioso dal fatto che si inserisce, finalmente, all’interno di una nuova stagione di attivazione pubblica che fa leva sul principio di sussidiarietà sulla base dell’articolo 18 della Costituzione per lanciare una vera sfida all’interno di contesti sociali particolarmente difficili, una sfida da vincere insieme. È un impegno straordinario che dovrà coinvolgere le esperienze più mature di “comunità educanti” italiane per gemmarne di nuove”, afferma il Forum Terzo settore.

L’impresa sociale Con i Bambini, sulla base dell’esperienza e dei programmi di contrasto della povertà educativa, elaborerà un piano operativo e selezionerà le iniziative sui singoli territori curando la più ampia alleanza tra chi lavora sul campo. Le iniziative dovranno essere promosse da partenariati composti da organizzazioni di Terzo settore insieme con gli Ambiti territoriali sociali e in alleanza con le autonomie scolastiche, altri enti pubblici e privati capaci di integrarsi con il sistema locale dei servizi sociali, ottimizzando tutti i fondi già impegnati ed evitando sovrapposizioni e sprechi. I progetti – che saranno rigorosamente documentati, monitorati e vagliati da valutatori terzi – costituiranno azioni-prototipo capaci di garantire una sperimentazione innovativa, rafforzando anche iniziative positive già in essere nei territori individuati.
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