12 maggio 2014 ore: 12:07
Società

Povertà educativa al Sud: servizi scarsi, alta dispersione scolastica

Rapporto di Save the children "La Lampada di Aladino''. In Campania la situazione peggiore, seguono Calabria, Puglia e Sicilia. Inadeguata l'offerta di servizi, insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno, scarsi libri, sport e perfino internet. Allarmante il tasso di dispersione
Povertà. Bambino corre in un cortile desolante

Roma - E' la Campania, seguita da Calabria, Puglia, (ex equo) e Sicilia, la regione con la maggiore "povertà educativa", cioe' dove piu' scarsa e inadeguata e' l'offerta di servizi e opportunita' educative e formative per bambini e adolescenti: largamente insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno, pochissimi i libri, lo sport, l'arte e perfino internet a occupare il tempo libero, alto e allarmante il tasso di dispersione scolastica. Una deprivazione educativa che si somma alla poverta' economica che colpisce piu' duramente proprio i bambini del Sud e riguarda ormai oltre 1 milione di minori in tutta Italia, mentre 3 milioni e 500 mila sono a rischio di poverta' ed esclusione.

Al polo opposto della classifica è il Friuli Venezia Giulia, seguito da Lombardia ed Emilia Romagna, le regioni italiane piu' "ricche" di servizi e opportunita' educative per bambini e adolescenti. Una "ricchezza" che perde pero' di smalto al confronto con l'Europa: nessuna regione italiana e' in linea con alcuni obiettivi europei quali, per esempio, la copertura degli asili nido che dovrebbe essere del 33% (nella fascia di eta' 0-2 anni), ma arriva a stento al 26,5% con l'Emilia Romagna, mentre la Calabria, con il 2,5%, dista quasi 31 punti percentuali dal target europeo. E obiettivo mancato, anche nella maggior parte dello stivale, la riduzione della dispersione scolastica sotto il 10%, con numeri altissimi in Sicilia (25,8%) ma anche in regioni del Nord come la Valle d'Aosta (19%).

Sono alcune delle principali evidenze del rapporto "La Lampada di Aladino - L'Indice di Save the Children per misurare le poverta' educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia", elaborato per la prima volta da Save the Children, l'Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti, con il contributo di un comitato scientifico[5] e reso noto oggi, in contemporanea con il lancio della campagna "Illuminiamo il Futuro": 3 settimane di sensibilizzazione e raccolta fondi fino al 1° giugno e l'avvio di un intervento programmatico sul territorio con l'apertura in 5 citta' (Palermo, Catania, Gioiosa Ionica (RC), Bari, Genova) dei primi Punti Luce, per rispondere concretamente alla deprivazione educativa e culturale di tanti minori e dare loro la possibilita' di conoscere e coltivare i propri talenti.

I Punti Luce sono centri gestiti in collaborazione con una rete di organizzazioni partner ben radicate sul territorio (Associazione Mama Happy, CSI-Centro Sportivo Italiano-Catania, Associazione Inventare Insieme onlus, Associazione don Milani-Libera, UISP-Unione Italiana Sport per Tutti-Genova) e si trovano in aree caratterizzate dalla scarsita' di servizi. Presso questi centri "ad alta densita' educativa" bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attivita' sportive, culturali e creative. Inoltre i bambini e gli adolescenti in condizioni accertate di poverta', saranno sostenuti da una Dote Educativa, un piano formativo personalizzato che consentira' ad esempio l'acquisto di libri e materiale scolastico, l'iscrizione a un corso di musica o sportivo, la partecipazione ad un campo estivo o altre attivita' educative individuate sulla base anche delle inclinazioni e talenti del singolo bambino. Entro fine 2014 Save the Children prevede di arrivare a 10 Punti Luce - con aperture a Napoli, Roma (2), Torino, Milano (2) - e di assegnare 1.500 doti educative.

"Finora ci si e' occupati soprattutto della poverta' economica dei bambini e adolescenti, partendo dal dato eclatante di un milione di minori che vivono in poverta' assoluta. Ma esiste una poverta' altrettanto insidiosa e sottovalutata che e' la poverta' educativa, su cui Save the Children vuole portare l'attenzione di tutti con la campagna Illuminiamo il Futuro", spiega Valerio Neri direttore generale Save the Children Italia. "La poverta' educativa e' la privazione per un bambino e un adolescente della possibilita' di apprendere, di sperimentare le proprie capacita', di sviluppare e far fiorire liberamente i propri talenti e aspirazioni. E' una deprivazione che spesso si salda con quella economica e che puo' compromettere pesantemente non solo il presente ma anche il futuro di un bambino, a rischio di ritrovarsi, una volta adulto, ai margini della societa' e del mondo del lavoro. Per questo come Save the Children riteniamo che i bisogni educativi di ogni bambino siano da considerarsi, a tutti gli effetti, come bisogni primari e che la lotta alla poverta' educativa debba divenire una priorita'".

La Campania e' in cima alla lista delle regioni italiane per poverta' educativa in relazione all'intensita' e ampiezza del deficit dell'offerta e disponibilita' di servizi/opportunita' educative per bambini e adolescenti, documenta il nuovo Indice di Poverta' Educativa (IPE) di Save the Children. 11 indicatori su 14 in particolare, sono di segno molto negativo: grave per esempio la penuria dei servizi per la prima infanzia: appena 2,8 bambini su 100 (nella fascia di eta' 0-2 anni) quelli presi in carico dagli asili pubblici campani; un dato che scende ulteriormente in Calabria (2,5%) e che registra valori bassi anche in Puglia (4,5%), Sicilia (5,3%), Basilicata (7,3%), Abruzzo (9,5%): bene a distanza quindi dall'Emilia Romagna (26,5%) e ancor piu' dall'obiettivo del 33% stabilito dalla Ue.

Numeri impressionanti anche quelli sul tempo pieno a scuola, garantito solo nel 6,5% delle scuole primarie della Campania e nel 15,3% di quelle secondarie di primo grado; situazione molto critica anche in Puglia (11,7% e 12,3%), Sicilia (7,1% e 22%) e in Molise, fanalino di coda (5,4% e 5,1%). Si segnalano invece per migliori "performance" la Basilicata, con il 43,4% e 40,5% di tempo pieno alle elementari e medie e la Sardegna (31,3% e 36,3%). In generale e' la Lombardia che fa registrare le percentuali piu' alte di tempo pieno alle elementari (47%) che, tuttavia, non raggiunge in nessuna regione italiana la soglia del 50%.

Rimanendo nell'ambito scuola, la Campania si segnala ancora per una bassa presenza del servizio mensa nei principali istituti (la hanno il 49% circa di essi a fronte del 73% in Lombardia), per l'inferiore numero di scuole con collegamento internet (52,6% a fronte del 77, 5% in Basilicata e del 75,7% nelle Marche) ma soprattutto per il notevole tasso di dispersione scolastica (22%); un problema molto grave anche in Sicilia (con il 25,8%) e in Sardegna (24,7%) ma che non risparmia anche regioni del Nord, come la Valle d'Aosta (19,1%) e la provincia autonoma di Bolzano (16,7%), tenendo l'Italia ancora molto lontana dalla soglia europea del 10%.

Ma la deprivazione educativa non si limita solo alla scuola e riguarda anche gli altri ambiti di vita dei minori: meno di 1/4 i bambini e gli adolescenti in Campania che fa sport continuativamente, il 31,2% in Puglia, il 32% circa in Calabria e Sicilia, a fronte del 61,6% in Valle d'Aosta; appena il 16% dei minori campani ha visitato un monumento nell'ultimo anno, e ancora meno ragazzi in Calabria - il 12% - ha provato l'emozione dell'incontro con il nostro patrimonio storico-monumentale; colpisce che nel paese che primeggia nel mondo per opere d'arte, nessuna regione italiana veda almeno il 50% dei suoi minori visitare un monumento nel corso di un anno (al massimo si arriva al 43,4% della provincia autonoma di Trento mentre il Lazio si ferma al 33,8% e la Toscana al 27,4%).

Il Friuli Venezia Giulia - che secondo l'Indice di poverta' educativa di Save the Children e' la regione con la piu' "ricca" offerta di servizi e opportunita' di fomazione per i minori - si segnala per numero di bambini che legge (il 75,7% ha letto almeno un libro nell'ultimo anno), che fa sport (il 56%, poco meno della Valle d'Aosta), per livelli di dispersione scolastica (11,4%) vicini alla soglia della media Ue, edifici scolastici mediamente in buone condizioni (il 73,2% delle scuole ha certificato di agibilita'); una buona diffusione del servizio di mensa si registra in Lombardia (il 73% dei principali istituti garantisce il servizio, anche se si rilevano gravi criticita' in alcuni comuni) insieme al tempo pieno che viene assicurato nel 47% delle scuole primarie; e 11 volte tra le migliori cinque regioni e' l'Emilia Romagna, prima per copertura di nidi pubblici (26,5%) e tra le prime per partecipazione al teatro dei ragazzi (ci sono stati nell'ultimo anno il 38,7%) e pratica sportiva (57,8%).

"Save the Children per la prima volta ha misurato la poverta' educativa redigendo un Indice. Una fotografia su base regionale che conferma una situazione grave, in cui i servizi e le agenzie educative risultano incapaci di offrire ai bambini - in particolare a quelli che provengono da contesti difficili - competenze ed esperienze indispensabili per la loro crescita. Ne consegue che lo svantaggio si trasmette di generazione in generazione e i problemi si amplificano, come attestano le percentuali estremamente elevate di dispersione scolastica soprattutto nelle regioni del Sud", spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children.

"E' necessario spezzare il circolo vizioso delle poverta', rinforzando la qualita' e quantita' di servizi e opportunita' educative destinati ai bambini e creando delle comunita' educanti", prosegue. "Save the Children ha deciso di raccogliere la sfida e, con la collaborazione di associazioni partner, ha inaugurato i primi Punti Luce a Bari, Gioiosa Ionica, Catania, Palermo e Genova. Sono spazi ad alta densita' educativa, che sorgono in quartieri svantaggiati e all'interno dei quali i bambini possono rafforzare le proprie competenze e conoscenze ma anche scoprire le proprie inclinazioni e il proprio potenziale, attraverso il gioco, laboratori artistici e musicali, uso delle nuove tecnologie. Il Punto Luce opera in sinergia con i servizi sociali e le scuole del territorio che contribuiranno a individuare i bambini a cui verra' assegnata la Dote Educativa".

"Un punto fondamentale del nostro programma e' anche la collaborazione con i comuni", prosegue Raffaela Milano. "In un momento di crisi come quello che l'Italia attraversa e' fondamentale mettersi in rete e lavorare insieme su obiettivi condivisi, in un quadro di welfare comunitario. Ad esempio, a Roma, uno dei punti luce sorgera' a Torre Maura, in un nuovo Centro polivalente, messo a disposizione per la realizzazione del progetto dall'Assessorato comunale alle periferie, dove intendiamo far sorgere, in collaborazione con tutte le realta' locali, un polo di eccellenza per l'infanzia e l'adolescenza. A Torino stiamo collaborando con l'Assessorato ai servizi sociali e con la V Circoscrizione per attivare un Punto Luce presso una struttura oggi totalmente abbandonata che sorge nel quartiere Le Vallette e che, grazie al programma, potra' essere riqualificata e restituita ai bambini e ai ragazzi del territorio". (DIRE)

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