Povertà, il Veneto la contrasta con un piano triennale da 100 milioni
Venezia - Un piano regionale triennale da quasi 100 milioni di euro per contrastare la poverta', che in Veneto mette a rischio esclusione sociale ben 870mila cittadini. Lo hanno predisposto l'assessore al Sociale, Manuela Lanzarin, e l'assessore al Lavoro, Elena Donazzan, e ora attende il via libera ministeriale. "Si tratta di potenziare un approccio di sistema a rete su tutto il territorio regionale, con la funzione di 'proteggere' le persone piu' fragili e a rischio poverta' e di attivare, di volta in volta, le risorse e i servizi disponibili in quel territorio per aiutare persone e famiglie in gravi difficolta'", spiega Donazzan. "Abbiamo sviluppato un modello di intervento, snello ma solido, con punti di accesso in ogni comune e nuclei operativi di coordinamento, che ci consentira' di tarare gli interventi sui bisogni reali delle persone, evitare doppioni e sovrapposizioni, e superare i rischi dell'assistenzialismo investendo sulle potenzialita' e la crescita delle persone".
La cosiddetta "chiave di volta" del piano e' il Ria, reddito di inclusiva attiva, "che a differenza del Rei, reddito di inclusione previsto su scala nazionale per nuclei familiari sotto la soglia di poverta', e' una forma di sussidio minimo condizionato all'adesione a un progetto personalizzato". Si tratta di una misura attiva dal 2013, ricorda Lanzarin, e "al 31 dicembre dello scorso anno erano oltre mille le persone beneficiarie".
Al di la' di questo, prosegue, "il punto di forza" del piano veneto "sta nell'approccio multidisciplinare e integrato". In ogni territorio, infatti, "ci dovra' essere un nucleo operativo d'ambito", ovvero "uno strumento di coordinamento gestito dall'assistente sociale". E proprio gli assistenti sociali saranno "il perno e lo snodo di connessione tra i vari servizi e interventi". Loro compito sara' "inquadrare il bisogno, costruire un percorso possibile di inclusione, attivare i servizi e le risorse del territorio". Per questo l'obiettivo del piano regionale e' di avere "un assistente sociale ogni cinquemila abitanti, cosi' come stabilito a livello nazionale".
Tra gli stanziamenti previsti, il Ria, gia' attivato in 147 Comuni, sara' rifinanziato ed esteso con uno stanziamento complessivo di 3,7 milioni di euro. Al sostegno all'abitare andranno 1,8 milioni, alla ridistribuzione delle eccedenza alimentari 600mila euro, e ai progetti di contrasto allo sfruttamento 150mila euro. All'housing first, ovvero l'inserimento graduale delle persone senza fissa dimora, a partire dal diritto all'alloggio, saranno destinati 3,3 milioni, agli interventi di contrasto alla poverta' educativa 500mila euro, e ben 29 milioni andranno al potenziamento dell'edilizia residenziale pubblica, 10 milioni al sostegno dei progetti di social housing, ed infine sette milioni alla realizzazione di 12 strutture di primo alloggio per i senza fissa dimora. (DIRE)