31 ottobre 2014 ore: 13:28
Economia

Povertà: “La nuova social card parte anche a Roma da gennaio 2015”

Riapriranno anche gli sportelli in 8 comuni della sperimentazione che non avevano esaurito le risorse. Futuro incerto per la misura al Centro Nord. Tangorra (ministero del Welfare) “Le risorse verranno verificate nel corso del dibattito sulla stabilità. Speriamo ce ne siano delle altre”
Nuova carta acquisti 2015

ROMA – Ci sono voluti due anni dal decreto interministeriale che l’ha istituita, ma alla fine la nuova social card, ribattezzata anche dal governo Renzi come Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), arriverà a Roma. Dopo l’avvio della sperimentazione in altri 11 comuni con oltre 250 mila abitanti selezionati dal ministero del Welfare, la nuova card potrà iniziare ad erogare gli aiuti da gennaio 2015. E’ quanto afferma Raffaele Tangorra, direttore generale per l’Inclusione presso il ministero del Welfare. Nella capitale, infatti, la sperimentazione ha subito ritardi a causa del turnover elettorale, ma si tratta di un banco di prova eccellente: solo a Roma, infatti, sono state stanziate più di un quinto delle risorse messe a disposizione per la sperimentazione. Sui 50 milioni della prima fase distribuiti tra 12 comuni, a Roma sono andati 11,7 milioni. Alle restanti 11 città (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Torni, Venezia e Verona) sono andati complessivamente 38,2 milioni di euro.

Oltre 8 mila le domande raccolte nella capitale. Nei primi mesi del 2014 a Roma sono state raccolte 8.266 domande, su cui però devono essere ancora completati tutti i controlli dell’Inps per poter arrivare ad una graduatoria definitiva. Dal Comune ci hanno assicurato che stanno facendo di tutto per partire con le erogazioni a gennaio 2015 – spiega Tangorra -. Sono fiduciosi sulla possibilità di gestire le richieste di riesame in tempi più rapidi, rispetto a quanto successo in altre città e stanno cercando di recuperare il tempo perduto”. Per Tangorra, quella di Roma è una situazione di “oggettiva difficoltà” legata sia alle dimensioni della città che alle sue caratteristiche amministrative. “C’è da aggiungere che hanno pagato anche l’assenza ai tavoli dove la misura è stata condivisa tra i diversi comuni per mesi”. Per Tangorra, però, il lavoro svolto in questi mesi sarà utile in primo luogo alla stessa città di Roma. “Uno dei requisiti della sperimentazione riguarda il possesso dei benefici di trattamenti erogati a livello locale che cumulati con quelli a livello nazionale non devono superare la somma di 600 euro. Il comune non aveva una banca dati e questo lavoro che stanno facendo se lo ritroveranno”.

Il Sia riapre gli sportelli in 8 comuni. Nel 2015, però, oltre a Roma, il Sia riaprirà gli sportelli anche in quei comuni che non hanno impiegato tutte le risorse affidate dal governo. I criteri, però, saranno leggermente diversi rispetto a quanto accaduto con la prima fase. Si utilizzerà il nuovo Isee, nonostante la prima parte delle risorse sia stata allocata usando l’attuale indicatore, e anche in questo caso, così come per l’allargamento a tutto il Sud Italia, non si procederà con un bando, ma con la raccolta delle domande agli sportelli comunali. “Nello stesso momento in cui apriremo la possibilità di presentare le domande a sportello per il Mezzogiorno – spiega Tangorra -, ci sarà la possibilità di usare nelle medesime modalità per le città che hanno ancora risorse residue. Torino, Palermo e Catania hanno utilizzato tutti i fondi disponibili. Le altre otto città apriranno nuovamente fino a esaurimento delle risorse, mentre Roma dovrebbe esaurire tutto il budget”. Secondo i dati ufficiali del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nel primo monitoraggio della sperimentazione, le risorse residue ammontano a circa 7,8 milioni.

Futuro incerto per il Centro Nord. Era nelle intenzioni del governo Letta, quella di estendere la nuova social card nei comuni del Centro Nord Italia non già coperti dalla prima fase della sperimentazione. A tale scopo, infatti, nella legge di stabilità 2014 erano stati stanziati 40 milioni per quest’anno e altri 40 l’anno fino al 2016, per un totale di 120 milioni in tre anni. Risorse considerate sin dall’inizio insufficienti per coprire il fabbisogno di un territorio così vasto, ma pur sempre un primo tassello che andava ad aggiungersi alle risorse stanziate al Sud. Ad oggi, però, è proprio il Centro Nord a restare scoperto dal Sia. Nonostante non sia stato ancora determinato l’utilizzo dei 40 milioni l’anno, se le risorse per il Sia dovessero restare quelle previste fino ad oggi, le ipotesi in campo sembrano essere più indirizzate a sostenere i progetti già avviati che ad avviare la misura al Centro Nord. La speranza che si possa allargare la sperimentazione anche nelle altre regioni italiane oltre al Sud, però, risiede proprio negli esiti della discussione del ddl stabilità in aula. “Le risorse verranno verificate nel corso del dibattito sulla legge di stabilità – spiega Tangorra -. Noi ci aspettiamo che ce ne siano delle altre”.(ga) 

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