13 aprile 2016 ore: 12:41
Economia

Povertà. La vicenda Isee rallenta il Sia. Poletti: "Partiremo a settembre"

Le sentenze del Consiglio di stato sul nuovo indicatore fanno slittare l’allargamento del Sostegno per l’inclusione attiva a tutta Italia, ma il ministro del Lavoro rassicura: “Il decreto è pronto. Ritardo solo di qualche settimana”
Giuliano Poletti 2

ROMA - Le sentenze del Consiglio di stato sul nuovo Isee faranno slittare l’allargamento del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) “solo di qualche settimana”, tuttavia “il decreto è pronto. A settembre dovremmo essere in grado di partire”. Così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, intervenuto questa mattina a Roma durante l’Assemblea dell’Alleanza contro la povertà, un cartello di oltre 30 organizzazioni e sindacati impegnate da anni sul tema, riunitasi per fare un punto sulle politiche previste dal governo Renzi contro la povertà assoluta. “Utilizzeremo l’impianto del Sia - ha spiegato il ministro -, lo faremo evolvere e nel 2017 utilizzeremo la nuova normativa che mutuerà le esperienze fatte con il Sia, in modo da farlo diventare permanente e agibile sul territorio”.

Il ministro ha ricordato che è “la prima volta nella storia di questo paese che nella legge di stabilità c’è la previsione di un piano per la lotta alla povertà e di un finanziamento stabile per la lotta alla povertà”. Tuttavia “bisogna lavorare” ancora sulla quantità delle risorse necessarie. Per il ministro, però, non è solo una questione di risorse, su cui l’Alleanza ha sottolineato la necessità di un incremento graduale. “Dobbiamo trovare le modalità per costruire una grande infrastruttura nazionale capace di reggere queste politiche - ha affermato Poletti -, perché se è vero che c’è un problema di risorse, abbiamo un problema di come fare a reggere iniziative di questo tipo, perché la qualità specifica di questa iniziativa sta nel fatto che non c’è solo un’ipotesi di trasferimento monetario, ma anche un grande lavoro di inclusione”.

La vicenda nuovo Isee, però, ha fatto slittare i piani del governo su un allargamento già rinviato più volte in passato dopo la sperimentazione sui 12 comuni con più di 250 mila abitanti. “Dopo le sentenze abbiamo dovuto riconsiderare alcuni elementi - ha spiegato il ministro -. La nostra scelta è andare avanti con il Sia rifacendo i conti perché la vicenda Isee ha cambiato un po’ il quadro. Partire quest’anno con il Sia è un presupposto fondamentale per avere una macchina che ha già fatto i primi giri. Poi, se abbiamo più benzina le daremo velocità”. Il ministro, inoltre, ha confermato l’idea di partire dai nuclei familiari con minori. Tuttavia, ha precisato che si tratta di un “intervento a carattere universalistico. Il tema è ampliare l’area dei cittadini coperti dallo strumento. In direzione di un universalismo che non vogliamo solo dichiarare ma anche praticare”. (ga)

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