15 gennaio 2019 ore: 15:07
Economia

Povertà, Manna (Caritas Roma): nei centri parrocchiali soprattutto donne

"Sono soprattutto le donne, le mamme, le nonne, che si rivolgono ai centri d'ascolto parrocchiali, per loro stesse ma anche per quanto riguarda la necessita' di trovare un posto al figlio, di compensare una situazione critica del marito...

ROMA - "Sono soprattutto le donne, le mamme, le nonne, che si rivolgono ai centri d'ascolto parrocchiali, per loro stesse ma anche per quanto riguarda la necessita' di trovare un posto al figlio, di compensare una situazione critica del marito, oppure per denunciare non solo problemi di natura economica, ma problemi legati alle dipendenze". Cosi' all'agenzia di stampa Dire la responsabile del Centro Studi della Caritas diocesana di Roma Elisa Manna, tra le curatrici del rapporto 'La poverta' a Roma: un punto di vista' anno 2018, presentato stamattina a Roma alla cittadella della Carita'.

Dipendenze su cui Manna insiste: "Quante famiglie si rivolgono alla Caritas per trovare una sponda, per combattere il fatto che uno dei membri della famiglia e' ormai in preda alle dipendenze, in particolare all'azzardo, ma anche alla droga e all'alcol. Tutte le dipendenze stanno aumentando, la cocaina ha avuto un'impennata. Non c'e' solo un malessere economico, c'e' un malessere sociale che e' molto piu' vasto e fa riferimento a una crisi che non e' solo economica, ma anche culturale".

In base ai dati del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio contenuti alla fine del rapporto, nel 2017 sono stati 22mila i contatti totali con soggetti consumatori segnalati dai servizi nel Lazio, 16.699 i soggetti presi in carico di cui 12.977 dipendenti da droghe, 2.847 da alcol, 620 con disturbo da gioco d'azzardo e 375 con altre dipendenze patologiche. A Roma l'osservazione delle dipendenze rispecchia il dato nazionale e regionale, con la bassa istruzione legata a doppio filo alla caduta in una dipendenza. Il 53,7% dei tossicodipendenti in cura presso i SerD a Roma hanno la sola licenza media inferiore, il 25,8%, quelli laureati sono solo il 3%. Per l'alcol il discorso non cambia: il 43,7% degli alcolisti ha la licenza media inferiore e il 32,7% quella superiore. (DIRE)

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